L’amore nel quadrilatero della povertà

Le storie di Nene Milano

Il vento del tempo sulla faccia. Il profumo della concretezza nei gesti. Il colore dei sogni negli occhi.

Maria ha settant’anni ma sa cantare i venti, i trenta, i cinquanta… Maria ha l’età della fierezza, dell’orgoglio e di quel saper sentire che parla di libertà e di condivisione.

Maria è quell’amica che vorresti incontrare nei giorni di pioggia, nelle ore d’attesa, nell’euforia dell’esaltazione.

Sta accartocciata in un cappotto senza età, grigio d’asfalto, i capelli arruffati dagli eterni pensieri di indigente difficoltà, un cesto magico di sciarpe calde, qualche banana, due collanine, tre rosette di pane.

Incede con passo sicuro lungo un quadrilatero immaginario che costeggia le case popolari e i giardinetti dei giochi per bambini. Il tracciato è conosciuto. Sono quarant’anni che percorre i marciapiedi sconnessi, evita accuratamente le buche, osserva con nostalgia la saracinesca chiusa del Lippa che poi faceva il fruttivendolo e aveva sempre la battuta pronta e all’angolo le glicini per un lampo di poesia..

Ai giardinetti quattro o cinque clochard si riuniscono, ciascuno con quelle piccole cose da condividere in compagnia e magari quando il buio diventa magia, fare anche un valzerino, con Gigi che suona la fisarmonica a bocca e la Maria che disegna nell’aria, i sogni di una casa, con il letto di legno e un bel risotto sul tavolo fumante di calore e di umanità.

Poi Gigi sfiora la mano di Maria e nasce una rosa, là dove i sogni si incontrano per sempre.

(Nene Ferrandi dal volume Milano si racconta)

1 thought on “L’amore nel quadrilatero della povertà

  1. Ho vissuto la periferia di Milano negli anni 90 e il suo racconto mi ha portato a persone che ho conosciuto in un elegante malinconia

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