Renato Pozzetto compie 80 anni, un meraviglioso saltimbanco sulla corda della realtà

Cultura e spettacolo

Ma te la regaliamo noi, un’ombrela , perché “la vita l’è bela” e oggi “è un giorno di festa” Renato Pozzetto compie oggi 80 anni di vita spesa con ironia, intelligenza. Interprete eccezionale del nonsense, surreale e precursore di un nuovo linguaggio nel cabaret, la sua gestualità un po’ ingenua seguiva linee di comicità sorprendenti, incisive. Raccontare i suoi momenti di stupore, i testi sopra le righe, non si può. Pozzetto cantava il buonumore, la follia, il sogno quasi fosse un saltimbanco sulla corda della realtà. Sì, certo c’erano le zampate di Jannacci, Andreasi, Dario Fo con la genialità che trasformava un periodo di rinascita dopo la guerra, ma era la perfetta sintonia che regnava nel gruppo, al notissimo Derby.

L’avevo incontrato giovanissimo in coppia con Cocki al CAB 64, in via Santa Sofia: un’esperienza che precede l’esplosione del comico al Derby, in televisione, al cinema. Ha dichiarato al Corriere «A Milano, per mancanza di fondi, andavamo all’Osteria dell’Oca d’oro di Porta Romana: c’erano molti artisti, anche Piero Manzoni, Lucio Fontana, noi cantavamo canzoni popolari e approfittavamo della bottiglia di vino che girava. Poi lì vicino, aprì il Cab 64, dove abbiamo incontrato: Giorgio Gaber che ci ha insegnato a suonare la chitarra, più a Cochi, che era bravino; Enzo Jannacci, con cui abbiamo scritto le prime canzoni, tipo “la gallina l’è intelligente, si capisce da come guarda la gente”, lui componeva la musica e noi si andava avanti con le parole; Dario Fo che veniva a darci il suo parere; Bruno Lauzi che pure si esibiva e tutti quelli che diventeranno i nostri amici…Ci offrirono di aprire le serate. Eravamo Jannacci, Felice Andreasi, Lino Toffolo, Bruno Lauzi e io e Cochi e ci battezzammo Gruppo Motore, per l’energia che dovevamo sprigionare». Tra i film più belli, ricorda «Oh Serafina, di Alberto Lattuada e Sono fotogenico, di Dino Risi». Renato Pozzetto ama visceralmente Milano ed è figlio di una Milano epica, ricca di invenzioni, di vivacità culturale, di fatica. “Oh…la Madonna” Renato, quanto sei bravo.

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