Si fa presto a dire ampliate gli spazi: i commercianti si sentono presi in giro per i costi imposti da Sala

Milano

Ipse dixit inteso come Sala che con la sua faciloneria nel trovare soluzioni aveva invitato gli esercenti dei bar ad ampliare lo spazio, praticamente fin dove era possibile. Ed è sembrato un gesto di liberalità e di concessione in questo momento fino al 30 ottobre. Ma il bel gesto ovviamente contiene cavilli e sorprese che i commercianti soprattutto quelli in difficoltà hanno scoperto subito. “La brutta sorpresa riguarda i costi. Molti interventi previsti dal provvedimento di Palazzo Marino sono a carico degli esercenti. Si va dalla pedana alla segnaletica, passando per altri particolari. Costi considerati fuori misura vista la temporaneità del provvedimento. Le tasse nascoste per i dehor potrebbero essere il nuovo terreno di scontro tra commercianti e amministrazione”, avvisa Libero che intervista un commerciante deluso, Luca Livrieri, proprietario di un pub in zona Forze Armate. «Intanto per fare la richiesta mi sono dovuto affidare a un tecnico che ha un suo costo», spiega Luca, «io che ho la necessità di occupare due stalli, oltre a dovermi sobbarcare dei costi per il rifacimento della segnaletica stradale, dovrò acquistare una pedana di dieci metri per due dal costo di 4mila euro. Un somma che non si può certo ammortizzare in un solo anno. Contando che il permesso potrebbe scadere il 31 ottobre, non so quanto valga la pena». Permessi complicati, assenso e nulla osta del vicino di cui si occuperà eventualmente lo spazio sul marciapiede o sulla carreggiata occupando gli odiati, dalla sinistra ecologista, posti auto. E quindi altri permessi che richiedono una serie di passaggi burocratici tra cui la realizzazione di nuova segnaletica stradale, recintando lo spazio per cautelare i clienti. Il tutto a carico dell’esercente.  Ma non doveva essere gratis l’ampliamento per andare incontro alle difficoltà degli esercenti?

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