Sala venga a prendere l’aperitivo a Corvetto tra gli “abitanti” delle cantine

Milano

C’è un triangolo tra via dei Panigarola, via dei Cinquecento, via Pomposa, al quartiere Corvetto in cui gli “invisibili” per essere ancora meno individuabili, occupano le cantine e lì abitano e svolgono le loro attività. Specifica Libero “Queste rappresentano una comoda sistemazione, facilmente accessibile, per chiunque ne abbia bisogno. Pochissime sono le porte d’ingresso ancora funzionanti nei diversi stabili e, così, basta entrare in una delle tante scale e raggiungere il piano sotterraneo” La sporcizia regna sovrana avanzi dei giorni precedenti, padelle sudicie e incrostate, rifiuti negli angoli. E siamo nella civilissima Milano. Su un vecchio mobiletto una padella incrostata. Tutto è improvvisato senza igiene senza cura. “Questo significa abitare in una cantina occupata nel seminterrato di un palazzone delle case popolari di Milano. Vivere come topi insieme ai topi. Perché lo squittire dei roditori e il rumore dei loro passi in corsa è un suono cui ci si abitua presto stando in questi luoghi”,  descrive il quotidiano. Confessa una portinaia «Senta, io alle 16,30 stacco. Vada nel sotterraneo della scala A e si renda conto di persona. Io non la accompagno». Perché i disperati delle cantine sono spesso sbandati che non sanno dove altro andare: molti ragazzi extracomunitari che vivono di spaccio e piccoli furtarelli. Non per nulla i sotterranei sono pieni di oggetti rubati e poi abbandonati quando non servono più. Allucinante sopravvivere da animali. Chiedersi come si possano tollerare situazioni ai margini della dignità, come si possa negare che l’ingresso di troppi migranti abbia provocato una tragedia, come sia oggi Milano nelle sacche di un degrado indescrivibile. Qualcuno inviti qui il Sindaco Sala per un aperitivo. Ci sarà assembramento, mancherà la mascherina, ma conoscerà un mondo che non ha “incluso”.

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