ODIO, IGNORANZA E VERGOGNA.

Milano
L’ODIO

Chi odia quelli che odiano, come lo si può definire… ???

Paolo Limonta su Facebook si scaglia con una violenza verbale inqualificabile su chi ha insultato, ma anche solo criticato le Scelte di Silvia Romano, la cooperante tenuta in ostaggio per 18 mesi dai jihadisti somali di al Shabaab.

Queste le sue farneticanti parole: “…è un’ esperienza che non auguro davvero a nessuno. Anche se per un bel po’ di razzisti, fascisti e sovranisti potrebbe essere un’esperienza formativa”

Incredibile, a chi non si allinea al pensiero unico della più becera sinistra, viene augurato di essere rapito da dei terroristi tagliagole.

L’IGNORANZA

Paolo Limonta oltre al suo deplorevole odio, tipico di chi si erge a paladino della libertà e democrazia con una AZ36 tra le mani, oltre che suscitare disgusto, da prova anche di superficialità e ignoranza, sì perché sul suo post scrive anche: “Aisha è un bellissimo nome che ha ispirato una struggente canzone a Cheb Khaled. Significa “forza vitale” e si adatta benissimo al sorriso dirompente di questa meravigliosa ragazza” , tutto giusto sin qui, peccato che i terroristi di al Shabaab, non abbiano scelto a caso il nome di Aisha, definita anche la preferita del Profeta, sebbene non gli avesse mai dato figli, Aisha era una bambina quando gli fu offerta in sposa nel 623 d.C. dallo stesso padre Abu Bakr dopo la morte di Khadija. Secondo diversi hadith (racconti della vita di Maometto) Aisha avrebbe avuto 6 o 7 anni al momento del matrimonio e 9-10 anni al momento della prima consumazione ma sull’età delle nozze molti studiosi si dividono: secondo alcuni il matrimonio non venne consumato prima della pubertà. La ragazza rimase comunque al fianco di Maometto fino alla morte nel 632 d.C.. (Fonte ADNKRONOS)

Questa scelta rimarca con sottile forza mediatica la sottomissione delle donne nel mondo islamico, dove le madri, le sorelle, le figlie, le mogli valgono meno di una capra e il loro ruolo è relegato a quello di fattrici e schiave dei loro padroni, ma tutto questo non sembra interessare a Limonta e nemmeno a tutti i restiamoumani o a tutte le femministe che dicono di battersi per la libertà delle donne.

Nessuno se ne è accorto? Certo che se ne sono accorti, ma per la “ragion di stato” lo stato del pensiero unico, si è preferito glissare.

LA VERGOGNA

Dopo questo delirante e riprovevole ragionamento dell’assessore, Beppe Sala avrà la decenza umana di rimuoverlo immediatamente dal suo incarico? O i voti dei centri sociali valgono più dell’istigazione all’odio e alla violenza?

Ricordiamo che Paolo Limonta è un esponente della sinistra radicale, vicino ai centri sociali, fu attivo nel movimento antagonista negli anni ’70, ora è mai possibile che a un personaggio del genere venga affidato un qualsiasi incarico al Comune di Milano? Sì perché l’assessorato all’Edilizia Scolastica, tra le sue competenze, prevede anche la “Gestione dei grandi eventi sulla scorta della delega conferita”.

Caro Sindaco e dico caro perché Lei sta veramente costando caro ai milanesi con tutte le tue scelte, dettate da quell’incessante ricerca di consenso e futuri voti nelle aree più estreme delle sinistra, faccia per una volta la scelta giusta: rimuova immediatamente questo personaggio, che non è degno di sedere a Palazzo Marino, Milano non si merita gente così.

Bruno Carmignani 

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