Uno show con il migrante trans, offre Palazzo Marino, con un pubblico di 20 persone circa

Milano

Chissà perché la prima reazione alla notizia è ridere, ma valutate le aree d’interesse da proteggere e far conoscere, il Comune ha ragione. In piena psicosi probabilmente esagerata, focalizzare l’attenzione sul trans immigrato è di “estremo” interesse per i milanesi. Ma per quella spasmodica visione d’integrazione dei gay, trans soprattutto se sono immigrati, la sinistra ha voluto un evento ad hoc. L’evento è stato presentato dalla consigliera comunale Diana De Marchi (Pd) che è anche presidente della Commissione delle Pari Opportunità. Il pubblico? Al massimo una ventina di persone. Tanto rumore per poco, insomma, ma per carità di patria non contabilizziamo i costi. Non bastano i vari sportelli dedicati e poco frequentati, le politiche sociali con un occhio di riguardo per certe categorie e, naturalmente, tutta la vicinanza umana a chi esercita indirizzi sessuali non abituali, ma forse lo show non era poi così attrattivo. E dopo  l’esiguo pubblico è stato intrattenuto con la lettura di un testo ispirato alla storia del pakistano trans. Mancava l’elemento che desse dignità culturale ed ecco Leonardo da Vinci, la cui Monnalisa ricorderebbe, per l’aspetto, una persona trans. Vogliamo chiamarlo un evento di nicchia, ma ospitato a Palazzo Marino?

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