“ErMi… il consigliere polito”: PET THERAPY

Zampe di velluto

Premessa importante: non sono un operatore di Pet Therapy, invito quindi quanti lo siano, a voler correggere o integrare quanto scrivo in tema; inoltre, esistono dei protocolli e delle norme di Legge, che gli operatori di P.T. devono rispettare e a cui devono sottostare.

La “Pet Therapy”, è un’attività che trova le sue radici giá alla fine del 1700, con le prime osservazioni e utilizzo di animali, durante la cura di pazienti neurologici, con disturbi mentali o emozionali. Il moderno termine “Pet-Therapy”, viene coniato solo nel 1964, dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson. Oggi le attivitá di Pet Therapy, non trovano collocazione solo nell’ambito terapeutico, ma anche e soprattutto, nell’ambito educativo. La Vignetta di oggi, parla dei possibili benefici delle attività di Pet Therapy eseguite in ambito educativo, con bambini della Scuola d’Infanzia, mediante l’impiego di cani (possono infatti essere impiegati altri animali). Perchè i cani? E’ importante precisare, che ogni animale impiegato deve avere requisiti sanitari, comportamentali, attitudinali e di capacità, valutati e certificati da un veterinario esperto in P.T. Requisito imprescindibile è comunque la relazione tra il pet e il suo conduttore. Il cane… il cane non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi. I cani, per loro natura quindi, possono indurre nel bambino uno stato di sicurezza affettiva, stimolano l’espressività, l’esploratività e l’equilibrio emotivo.

L’operatore di P.T.  può proporre alla scuola percorsi didattici diversi, che la Scuola, con le sue competenze, valuta prima di proporli ai propri alunni. Le attività di P.T. in classe, possono puntare ad insegnare, in modo stimolante, vista la presenza dell’animale, la conoscenza delle caratteristiche del cane e del corretto approccio con esso, stimolando le capacità di osservazione e le capacità tattili. Il bimbo, con la P.T. incrementa l’autocontrollo, l’ascolto e la gestione delle emozioni, incrementa le capacità cognitive (attenzione, capacità di categorizzare, cogliere differenze e similitudini, memoria) e impara il rispetto dell’altro e della diversità, incrementando anche le abilità pro-sociali ed empatiche. La P.T. viene eseguita, generalmente, in gruppo; s’incrementano così le capacità collaborative e coordinative, sviluppando le capacità di costruire relazioni con i pari, stimolando lo sviluppo dell’autostima. Inoltre, vengono stimolate tutta una serie di capacità creative. Non ultimo, può essere trattato il tema dell’importanza delle regole. Il cane in classe, può stimolare la dimensione comunicativa, soprattutto con ragazzi con ritardo mentale, con DSA o con Bes, in questi casi, la Pet Therapy, può ottenere risultati strabilianti, scientificamente comprovati. Per la cura della dislessia, ad esempio, vengono impiegati i cani da lettura, il bimbo che parla con il cane o che, appunto, gli legge un libro, supera insicurezze e altri problemi legati, al parlare. Per tutto ciò… auspico una diffusione della Pet Therapy in tutti i gradi della Scuola. La Pet Therapy, può essere eseguita anche in ambito privato, con bimbi “speciali” se vi servisse… non esitate a contattarmi, saprò fornirvi il contatto di operatori qualificati.

Disegni di Giorgio Romanelli.
Testi e contesti di Erminio Galluzzi.

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