Perché il Comune non vuol tutelare i negozi storici

Fabrizio c'è Milano

Il Comune di Milano, che già ha decine di contenziosi per le modalità disinvolte con cui ha affittato vari spazi della Galleria, ha deciso di ricorrere al TAR contro le linee guida di Regione Lombardia sui locali storici .

Regione Lombardia ha fissato delle norme generali che disciplinano come tutelare le botteghe storiche quando queste siano ospiti di spazi demaniali. Sono linee guida che discendono da una legge Regionale proposta dall’Assessore Mattinzoli (FI) ma approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale nella consapevolezza che tutelare tradizioni commerciali e marchi storici significa preservare l’identità culturale dei territori.

Regione Lombardia ha quindi realizzato quanto da tempo chiediamo faccia il Comune di Milano: regole certe e non procedure caso per caso secondo la discrezionalità politica della Giunta.

Le amministrazioni Pisapia e Sala in Galleria sono state forti coi deboli, obbligando a nuove gare chi lavorava in galleria da decenni, e deboli coi forti rinnovando direttamente o addirittura assegnando senza gara i locali a grandi marchi di moda e ristorazione.

L’Assessore al Demanio Tasca si è vantato di aver aumentato gli introiti che in realtà scontano il fisiologico scadere di vecchi contratti degli anni 80 e 90. La realtà è che ci sono diverse morosità e che il Comune non ha affatto perseguito quel mix di generi merceologici che si riprometteva.

Cosi contestare al Tar le norme regionali è solo un modo per coprire i pasticci fatti e continuare a gestire con discrezionalità gli affitti, senza peraltro avere alcun rispetto per chi per decenni ha investito e dato lavoro in negozi ed esercizi.

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