Riprende l’attività dei talebani anti auto, nuove strettoie in viale Aretusa, Via Ripamonti e via Venini.

Fabrizio c'è Milano
Rientrati dalle vacanze i milanesi dovranno affrontare i disastrosi effetti delle ultime geniali “pensate” di Granelli. Vediamo la prima:  in Viale Aretusa, forse per rimediare all’eliminazione di altri parcheggi, sono state eliminare 2 corsie di marcia su 4, risultato lunghe colonne di auto già a fine agosto in cambio di strisce blu per il parcheggio che nel quartiere di più alta immigrazione musulmana di Milano non sappiamo quale rispetto avranno.
In Via Venini è stata rivoluzionata la circolazione contro il volere dei residenti, con il solito giochino dell’urbanistica tattica: si mettono 4 vasi e un po’ di segnaletica orizzontale e si racconta ai cittadini di avere riqualificare la Piazza senza peraltro rispettare le richieste del Municipio 2 e dei residenti.  Già partita una raccolta di firme che ha ricevuto più di 400 adesioni ( 02-26143837 ).
Infine in Via Ripamonti col ritorno dalla vacanze è ancora più evidente l’errore, ampiamente previsto, di restringere le carreggiate. Contro il volere dei residenti e del Municipio 5, con la scusa di adeguare le fermate del tram ai nuovi mezzi ATM, sono stati allargati i marciapiedi e conseguentemente ridotte da 4 a 2 le carreggiate. Morale: via Ripamonti è ridotta a un budello, i mezzi pubblici e privati vanno più piano e rimangono imbottigliati lungo un percorso che non ha valide alternative.
Ancora una volta si conferma che la giunta di sinistra non ascolta le osservazioni di buon senso che residenti, commercianti e Municipi sollevano, anche quando vengono da comitati non politicizzati o addirittura trasversali. Il loro obiettivo è sempre penalizzare l’uso e il possesso dell’auto a prescindere dagli effettivi risultati ambientali che queste azioni producono, per questo la priorità del programma per la mobilita del cdx sarà ascoltare i residenti e le categorie produttive e sperimentare prima di applicare definitivamente ogni misura, insomma non bisogna applicare dall’alto e senza una corretta valutazione costi/benefici decisioni che ledono i diritti dei cittadini.

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