Che schifo, il vergognoso abbraccio M5S e PD

Politica

Che schifo. E forse il bon ton anche in un articolo bisogna lasciarlo a casa. Che schifo l’abbraccio M5S-PD. L’impensabile si sta avverando, studiato con trame più o meno segrete, sorrisi mefitici e accattivanti, degrado delle idee personali, vergognosi compromessi. L’inimmaginabile dopo insulti al vetriolo, dopo attacchi personali lapidari, dopo critiche furiose si sta avverando, con la benedizione di Mattarella. E personalmente non ho alcun dubbio che il pensiero dominante, intellettualoide di sinistra frema e masturbi l’idea di tornare al potere: per moralizzare, regolarizzare, mangiarsi in un boccone senza masticare il parolaio M5S. Non l’inverso, caro Paragone. Vengono, i Dem, da una lunga storia di cadaveri abbandonati per strada, hanno la spocchia di essere l’èlite di una casta, non conoscono la libertà di un giudizio personale, sanno fintamente mettere paletti alle loro azioni politiche per salvare la faccia, ma della coerenza non conoscono il significato. D’altronde la poltrona, quella chaise longue che si può allungare all’infinito, è l’amore assoluto di entrambi i partiti. Il potere di essere a tutti gli effetti nel club privilegiato di chi muove i burattini, è delirio di onnipotenza, orgoglio smisurato. Ma di che stiamo parlando? Delle “ingenue” aperture di Salvini? Dei peccati di valutazione temporale della Lega? No, stiamo parlando della furbizia politica di Renzi, della Boschi e di un partito perdente e delirante nelle sue contraddizioni che detesta il voto, che non ama il popolo, che governa solo se designato dall’alto. Nella farsa recitata calpestando cittadini e istanze sacrosante, oggi i guitti diventano giganti, ma non fanno ridere. Che schifo.

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