Bambini poveri, bambini rom abbandonati: l’altra Milano che Sala ignora

Milano

Solo che io non ho visto mai un’altra farfalla. /Quella farfalla era l’ultima.
Le farfalle non vivono qui, nel ghetto. (Pavel Friedmann. 4-6-1942 – ghetto Terezin)

La speranza non abita nell’emarginazione voluta dall’indifferenza dell’uomo. Sono minori, bambini con la fame negli occhi. Ogni giorno, nel mondo, 7.000 bambini sotto i cinque anni muoiono per cause legate alla malnutrizione, quindi cinque ogni minuto. Il dato allarmante è contenuto in un rapporto di Save the Children. Bambini inconsapevoli, votati al buio della miseria. A Milano, o meglio nella Milano ignorata da Sala, “ghetti” di bambini rom senza istruzione, giocano tra i topi, i rifiuti, il fango. Non conoscono altro, no, sono spesso la manovalanza opportunamente educata a chiedere l’elemosina, a guardare con sospetto la gente che passa, il naso che cola come un lavandino, gli occhi spiritati per la curiosità del passante, schizzato di sporcizia dalla corsa. Da Lambrate a San Siro, da via Bonfadini a via Grassi: baraccopoli ben lontane dall’igiene e dal vivere civile. Una situazione che grida a Sala una realtà Dickensiana  di frattura nella Milano che sogna. E il pudore delle famiglie non abbienti, nasconde la fragilità dei propri figli, delle rinunce non dichiarate, dei giochi di seconda mano. C’è la Milano luminosa della Moda, del Design, della Galleria, ma c’è la Milano dove 13 mila bambini soffrono la fame nei quartieri dove non si parla l’inglese e magari nemmeno sempre l’italiano. E le bugie buone si sprecano “Non posso comprarti le caldarroste: ho dimenticato a casa i soldi”  Eppure quelle castagne così croccanti, ma così care, possono diventare un sogno proibito. E poi i minori che sbarcano in Italia, sbandati, raccolti da associazioni di carità, aspettano senza capire che l’affido è problematico, incerto e il tempo passa. Sono minori, spesso bambini che guardano il cielo per scoprire una “farfalla”. E la violenza che attraversa il tempo, irrazionale e inaspettatata, uccide anche un piccolo di due anni. Crudelmente, i piedini doloranti per le bruciature delle sigarette, il corpo pieno di lividi dall’accanimento del padre. AljicaHrustic ha ucciso a botte il figlio di due anni Mehmed, nel quartiere abbandonato di via Ricciarelli, con case popolari dove molti sono gli alloggi occupati, anche da rom con tanti figli. È lì che alcuni abitanti della zona hanno organizzato una fiaccolata per il piccolo, ma in generale “per la tutela dei minori”. La Milano della povertà infantile, non è stata considerata da Sala nel suo modello di città, eppure sono bambini che spontaneamente ti danno la mano, se qualcuno si occupa della loro emarginazione.

1 thought on “Bambini poveri, bambini rom abbandonati: l’altra Milano che Sala ignora

  1. Non si sa se compiangere o arrabbiarsi per tali situazioni. E’ giusto aiutare costoro che, ben lontani dal voler trovare lavoro, si arricchiscono – sì: arricchiscono – con la malavita? E’ davvero un bel quesito. A me pare che solo “la maniera forte” possa ottenere qualche risultato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.