Nasce una vita nel boschetto di Rogoredo che può diventare forza per la madre

Milano

Il bambino è la vita che rivendica il suo spazio e il suo tempo. E ride, sta bene, riferiscono dall’ospedale per i controlli. La madre non aveva saputo resistere alla follia di procurarsi una dose di droga. Una disperata abituale del boschetto di Rogoredo, per alimentare la sua fame insaziabile, per confondersi con altri disperati in quell’abisso di buio. Ha partorito in una cascina, all’interno di quel boschetto, nel degrado che cerca la luce, senza trovarla. E non so perché ma vorrei tenerle una mano per darle il calore di una presenza. Un connazionale ucraino, tossicodipendente, ha avvisato il 118 che prontamente ha soccorso la partoriente. Elnora, questo il suo nome, aveva assunto droga in gravidanza, e quindi è stata portata insieme al figlio alla clinica Mangiagalli. E’ probabile infatti che il piccolo debba essere sottoposto a terapie per l’assunzione fetale di stupefacenti. Quel bambino, con la voglia di vivere, di guardare il mondo con un orizzonte infinito, forse saprà cancellare quel luogo angusto di un boschetto maledetto.

“Apprendere che nella civilissima Milano una giovane donna si è trovata a partorire dentro il “boschetto della droga” di Rogoredo è una notizia che non può lasciare indifferenti. Fortunatamente non ci sono state complicazioni ma la giovane madre ha assunto droghe per tutto il periodo della gravidanza, il che potrebbe avere ripercussioni sulle condizioni del neonato (al momento sottoposto a controlli nella clinica Mangiagalli)” afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Più volte abbiamo posto l’accento sulle condizioni critiche del Boschetto: un contesto di assoluto degrado che – come testimoniano i comitati cittadini dei quartieri Santa Giulia e Rogoredo – si è diffuso anche nelle zone limitrofe. Mi auguro che questo episodio sconcertante – conclude – serva da sprone affinché il Comune (d’intesa con le forze dell’ordine) intervenga in maniera decisa in questa terra di nessuno, per recuperare spazi urbani e tutelare la salute delle persone”.

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