Cambiare le politiche europee stando in Europa. Votare per la crescita evitando altri 4 anni di promesse mancate

Fabrizio c'è Politica
La campagna elettorale prosegue stancamente con questo copione. La sinistra attacca Salvini con la fesseria dei lenzuoli ai balconi, disegnandolo come l’uomo nero riproponendo lo schema della demonizzazione dell’avversario. Questo attacco martellante di intellettuali, media, giovani democratici col supporto di un pezzo di chiesa è l’unico argomento di Salvini e della sua Lega. Che non può vantare alcun risultato concreto: niente flat tax, niente autonomia per le Regioni, niente maggiore rispetto dai partner europei che anzi sono più esigenti di prima sui nostri debiti. I 5stelle hanno dimostrato l’inconsistenza dei loro uomini e quanto siano strampalate le loro bandiere, dal reddito di cittadinanza al no alla Tav. Il loro messaggio è affidato alle solite inchieste e intercettazioni spiattellate sui giornali, come se potessero ergersi a moralizzatori loro che dove governano hanno sbagliato prima e più degli altri.
Ecco perché mi auguro un voto saggio e responsabile a chi ha un po più di esperienza e buon senso come Berlusconi. Un voto per cambiare le politiche europee ma standoci bene dentro perché siamo un paese che vive di esportazioni. Un voto a Forza Italia per far crescere l’economia e il lavoro. Mi piacerebbe avere dopo le elezioni un governo che si preoccupasse dell’indice di crescita che vede l’Italia all’ultimo posto in Europa col suo 0.1. E non un Governo che pensa di tirare avanti per altri 4 anni litigando e facendo sparate elettorali che nella realtà non si concretizzano mai.

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