Una prima sintesi del Salone del Mobile

Milano

Possiamo quindi già tirare le prime somme per quanto riguarda gli eventi di cui si è più parlato in questi giorni. A rimanere nell’immaginario collettivo uno dei simboli di Milano illuminato eccezionalmente di blu, la Torre Velasca, che insieme alle giraffe innamorate poste in Statale sembrano essere in vetta all’hit parade delle attrazioni più visitate del Fuorisalone targato 2019. Il grattacielo di 26 piani e 106 metri d’altezza si è tinto di intenso color cobalto (dalle 21 alle 3 di notte), con tanto di proiezione del verso di Modugno “nel blu dipinto di blu”. Dietro al progetto c’è Urban Up – Unipol ProjectsCities del Gruppo Unipol, proprietario dell’edificio. (Repubblica)

La mappa geografica che ha preso forma in questi giorni al Salone del Mobile di Milano si compone di  181 Paesi con oltre 386mila visitatori. Il Salone ha chiuso la sua 58esima edizione con numeri in decisa crescita rispetto all’edizione di due anni fa (il confronto va fatto con l’ultimo appuntamento del Salone che conteneva la biennale Euroluce e l’ufficio, che nel 2017 aveva registrato 343mila visitatori). In questi sei giorni alla Fiera di Rho si è vista molta Asia – con in testa tanti, tantissimi cinesi – il ritorno della Russia, a dimostrazione dell’interesse di quel mercato verso i prodotti dell’arredamento italiano. La conferma di mercati vicini e importantissimi, Germania e Francia, e la sorpresa del Brasile, un rientro in fiera che mancava da tempo nella top ten e che fa ben sperare gli imprenditori, oltre a quello degli Stati Uniti, assieme alla Cina il vero motore della crescite nelle esportazioni. (Il Sole 24 Ore)

Il presidente del Salone, Claudio Luti, nel confermare che questa edizione si chiude con un bilancio molto positivo, ha tenuto a sottolineare  la qualità degli operatori arrivati e la concretezza di una manifestazione che «chiamare fiera è riduttivo” perché “Qui si fa business, si presentano i nuovi prodotti e nuove idee e si vende, si firmano ordini e campionature” ma si fa anche cultura «La cultura dell’innovazione e della ricerca che fa parte del Dna delle nostre imprese e che qui al Salone ha la sua massima espressione»

E anche la città di Milano ha vissuto in un’osmosi con il Fuorisalone che negli ultimi anni ha reso la Design Week milanese, con 1.200 eventi in palinsesto, un appuntamento di riferimento per tutta la comunità internazionale del design.Le rilevazioni di Global Blue sull’andamento del «Tax Free Shopping» a Milano (che dà il polso sulle presenze extra-Ue in città) confermano la presenza soprattutto di cinesi (che rappresentano il 40% dello shopping) e russi (il 9%), con un aumento medio dello scontrino dell’8% (a 1.245 euro).

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