Municipio 2 “Malattia renale cronica: impatto sociale, sanitario e demografico”,

Scienza e Salute
Dr. Rivera – La giornalista M.E.Torrisi – Il Consigliere S. Locanto

Promosso dalla Commissione Sanità, Politiche Sociali e Famiglia, del Municipio 2 di Milano

Presso la sede di Viale Zara 100 – Milano, si è svolto un convegno / dibattito dal titolo “Malattia renale cronica: impatto sociale, sanitario e demografico”, promosso dalla Commissione Sanità, Politiche Sociali e Famiglia, del Municipio 2 di Milano. Dopo i saluti di apertura dei lavori da parte del Presidente della Commissione e organizzatore dell’evento, il dottor Antonio Canino, ad aprire il dibattito è stato il responsabile dell’affiliazione Lombardia della Fondazione Italiana del Rene (FIR-ONLUS), il cardio-nefrologo dottor Rodolfo Rivera, che ha rivolto i ringraziamenti alle autorità istituzionali Comunali e Regionali e alle associazioni che stanno sostenendo il nascente percorso della FIR-Lombardia.

Rivera ha voluto sottolineare  l’importanza di questa manifestazione, definendola come “il segno più concreto e tangibile” degli sforzi che la Fondazione sta realizzando per promuovere tra i cittadini e gli enti locali la conoscenza di una malattia cronica in continua crescita, nel nostro paese e nel resto del mondo. Sono infatti oltre 5 milioni gli italiani colpiti da malattie renali croniche (MRC), di cui 7,5 % uomini e 6,5% donne. Ma quanti cittadini sono realmente a conoscenza di chi è il nefrologo e cosa si intenda per MRC? Sono due dei quesiti con cui il dottor Rivera ha aperto il convegno. Da un indagine demoscopica, commissionata dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN), svolta su un campione significativo su tutta Italia, è emerso che solo il 57% degli italiani fosse a conoscenza della figura del nefrologo e di cosa si occupa la nefrologia. Un dato “preoccupante” messo a confrontato con il 95% di risposte positive sulla cardiologia o con il 91% sulla neurologia. La MRC è una patologia in grado di causare la perdita progressiva ed irreversibile della funzione renale esponendo il paziente ad un maggior rischio di dialisi. Dagli anni 90 ad oggi, la malattia è diventata una tra le prime cause di morte, tanto che alcune istituzioni internazionali come il “Center for Disease Control and Prevention”, l’hanno definita come una della più grandi priorità dell’era della transizione epidemiologica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta infatti di un “problema emergente di salute pubblica”. I numeri parlano chiaro: 830.000.000 sono i pazienti affetti da MRC a livello mondiale, di cui più di 500.000.000 con malattia a stadio più avanzato. Solo in Italia, i pazienti in dialisi sono oltre 42.000 e i pazienti portatori di trapiantato renale più di 23.000, mentre 7.700 sono i dializzati in Lombardia.

Sulla base di questi numeri, il dottor Rivera ha messo in evidenza come le variazioni demografiche (età, fragilità, comorbidità, ecc), l’incremento dei fattori di rischio e il costante aumento dell’incidenza/prevalenza e della malattia cronica stano determinando negli ultimi anni una tendenza irreversibile caratterizzata dalla progressiva “ospedalizzazione” dei trattamenti, dalla riduzione della “domiciliazione” della dialisi e dall’aumento inevitabile della spesa sanitaria. Il costo della dialisi è altissimo. Secondo i dati di uno studio Censis, ogni paziente dializzato senza complicanze cliniche costa al Servizio Sanitario Regionale circa 35.000 euro/anno, ma considerando le complicanze o i ricoveri ospedalieri il costo lievita a 50.000 euro/anno. Il trapianto renale rappresenta attualmente il “Gold standard” nel trattamento dell’insufficienza renale cronica, e il costo è circa 29% in meno rispetto alla dialisi. Proprio per questo motivo, afferma Rivera, in Italia è necessario sensibilizzare le istituzioni per attivare nuove e più efficienti politiche di prevenzione e favorire la cultura della donazione nella cittadinanza, in modo da poter aumentare il numero di trapianti renale, quale migliore scelta terapeutica della MRC. Due sono le iniziative a marchio FIR e SIN a cui Rivera fa riferimento: la campagna SCACCO MATTO AL RENE IN 3 MOSSE: prevenzione, diagnosi precoce e donazione e la GIORNATA MONDIALE DEL RENE, iniziativa INTERNAZIONALE che ogni anno, a partire dal 2006, si celebra il secondo giovedì di marzo. Quest’anno in Italia, la “settimana della prevenzione sulle malattie renali” ha avuto luogo dall’ 11 al 17 marzo attraverso giornate di screening nelle piazze di molte città, open day negli ospedali e incontri nelle scuole e diversi convegni tematici. Tra questi, quello di maggior risonanza sul piano Nazionale è avvenuto lo scorso 15 marzo presso la sala Alessi di Palazzo Marino, promosso dalla Presidenza del Consiglio del Comune di Milano, dal titolo “Salute di reni per tutti e ovunque”, che ha visto la partecipazione di illustri esponenti della comunità scientifica nefrologica, importanti figure della sanità e numerosi concittadini. A conclusione dell’incontro, il dottor Rivera ha accennato al grande problema della carenza dei medici in Italia, conseguenza di una imprevidente pianificazione sanitaria. Nei prossimi sei anni oltre 50.000 medici (15.000 lombardi) andranno in pensione e sono sempre di più i giovani laureati che si rivolgono all’estero per completare la loro formazione. Nel frattempo il percorso demografico continua a ritmo celere, specie nel nostro paese caratterizzato da bassi indici di natalità e alti indici di anzianità con una immigrazione crescente. L’evento si è concluso con successo, con numerosi quesiti da parte dei componenti della Commissione Sanità, molto coinvolta e sensibilizzata dall’importante argomento trattato in aula.

Maria Eloisa Torrisi

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