Ocse: Brunetta, “Italia in recessione annuale, economia da pre-default”

Economia e Diritto

“L’Italia in recessione annuale. Ormai sempre più previsori internazionali hanno cominciato a mettere il segno meno davanti al tasso di crescita del Pil previsto per il 2019, rendendo persino ottimistica la previsione del ministro dell’economia Giovanni Tria, che ieri ha dichiarato una crescita nulla per l’economia italiana. L’ultimo previsore a prevedere un segno negativo è stato l’OCSE che oggi, nel suo Rapporto sull’Italia, ha tagliato le sue stime al -0,2% per quest’anno e al +0,5% per l’anno prossimo. Non solo. L’istituto di Parigi ha rivisto al rialzo le sue stime sul rapporto deficit/Pil, previsto al 2,5% per il 2019 e addirittura al 3,0% per il 2020, mentre il debito dovrebbe salire al 134,0% del Pil quest’anno e al 135,0% l’anno prossimo, una soglia da pre-default. Impietosa l’analisi nei confronti delle politiche economiche del Governo giallo-verde, con l’invito palese ad abrogare immediatamente la quota 100, e con l’accusa che il reddito di cittadinanza favorirà il lavoro nero e porterà gli italiani nella trappola della povertà. L’allentamento dei requisiti pensionistici voluto dalla Lega è particolarmente preso di mira dall’OCSE, il quale ritiene che l’abbassamento dell’età pensionabile ridurrà l’occupazione tra le persone anziane e rallenterà la crescita di medio termine. Pesanti anche le previsioni sull’occupazione, con un tasso di disoccupazione previsto in crescita fino al 12,0% già quest’anno e al 12,1% l’anno prossimo e con un mercato del lavoro reputato tra i peggiori d’Europa per le donne, per la sua qualità e la sua produttività.

Fatichiamo ormai a commentare questa serie di dati disastrosi provenienti dall’estero, che condannano impietosamente il fallimento delle politiche assistenzialiste fatte da questo Governo di buoni a nulla. L’unica cosa da augurarsi, per il bene dell’Italia è che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia un sussulto d’orgoglio e presenti senza indugio le dimissioni”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

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