Il Bilancio 2019: paghiamo più tasse di tutti per servizi scadenti e lavori fatti male

Fabrizio c'è Milano
Illustrando iI Bilancio 2019 l’Assessore al Bilancio Angelo Tasca ha enfatizzato 2 punti: i conti del Comune di Milano sono in equilibrio e il debito cala.
Milano ha i conti a posto da più di un secolo, non é certo una novità arrivata col centro sinistra. Ci mancherebbe altro per una città con un’economia dinamica, con società come A2A e SEA  che fanno più di 300 milioni di utili, con un patrimonio sterminato di immobili.
Il vero problema è  che, così come è gestito oggi, il Comune è un grande freno allo sviluppo e al lavoro.
Per rincorrere la spesa la pressione fiscale comunale è aumentata del 133% rispetto alla Moratti. Siamo passati da 570 milioni di tasse comunali del 2011 a 1400 milioni con Beppe Sala. Addizionale Irpef, IMU, Tasi e TARI, Tassa di Soggiorno e Cosap sono ai massimi consentiti dalla legge. Quest’anno aumenterà anche la Tassa sulla Pubblicità.
È in previsione, da Luglio, anche l’aumento del Biglietto del tram per il momento sventato da Forza Italia.
In cambio di questo immenso prelievo dalle nostre tasche il livello dei servizi, il tempo di risposta degli uffici e la qualità dei lavori pubblici è diminuita e questo è sotto gli occhi di tutti.
Il debito poi è sceso perché i lavori pubblici effettivamente partiti sono molto meno di quelli annunciati. Quindi il minor debito è dovuto purtroppo a meno manutenzioni e meno opere pubbliche.
Dunque tante tasse, meno efficienza nei servizi, cantieri infiniti, nidi e materne senza manutenzione e strade piene di buche questo é il Bilancio 2019 di Beppe Sala.

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