Riparte l’Inter, ma che fatica.

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L’Inter batte 2-0 la Spal a San Siro, ma ci è voluto oltre un’ora per abbattere il muro estense, e gli infortuni occorsi a Brozovic e Miranda aggiungono ulteriore preoccupazione ad un ambiente che ne avrebbe già abbastanza di suo.

Spalletti è alle prese con una rosa ridotta all’osso e stravolge la formazione rilanciando Cedric e Dalbert sulle corsie laterali, Gagliardini in mediana e Miranda in difesa al posto di Skriniar, diffidato.

Nel primo tempo l’Inter fatica a creare pericoli per la Spal, il gioco non scorre come dovrebbe e la manovra risulta strozzata, con troppi errori di passaggio dei singoli, anche per merito della Spal che disputa una buona prima frazione.

Esce Brozovic per una contrattura, entra Candreva, ma non inciderà sulla gara. All’intervallo resta negli spogliatoio anche Miranda per una sospetta frattura del setto nasale, dopo uno scontro con Petagna.

Nella ripresa la Spal cala un po’ di ritmo, e così arriva la rete di Politano al 70′ con una bella girata in area. Al 78′  Gagliardini raddoppia con una conclusione a semi-volo, riscattando un primo tempo macchinoso e impreciso.

Finisce senza pericoli per Handanovic, ed è il minimo per festeggiare il 111esimo compleanno nerazzurro.

Inizia ora una settimana cruciale, giovedì il ritorno degli ottavi di Europa League con l’Eintracht senza Lautaro Martinez, domenica il derby col Milan col Toro a guidare l’attacco nerazzurro, considerato che la presenza di Icardi è altamente improbabile.

Si tratta di uno scenario senza precedenti, nel quale a rimetterci in definitiva è l’Inter, alla faccia delle dichiarazioni d’amore sbandierate ai quattro venti nella lettera rifilata ai tifosi. Occorre però rilevare anche le responsabilità della società per aver gestito forse come peggio non si poteva una questione interna che è trascinata in una farsa dai contorni tragicomici.

L’emergenza giocatori che deve affrontare ora Spalletti non deve però trasformarsi in un alibi per la squadra. Serve uno sforzo supplementare da parte di tutti, coraggio e senso di appartenenza ad una maglia che da sempre nei momenti di sofferenza è  in grado di tirare fuori il meglio di sé.

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Diego Stroppa

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