Addio Toninelli, è stato bello

Politica

Ci vuole un capro espiatorio per spiegare come mai, alla fine, i Cinque Stelle accetteranno la Tav. E la corsa a costruirselo è appena iniziato. Se ne sa solo il nome. Danilo. E qualcuno ne insinua il cognome. Toninelli. Il ministro entusiasta avrebbe fallito, riporta la Stampa, nel portare un piano alternativo. Una via d’uscita. Un buco (diverso da quello esistente) in cui nascondersi. Ovviamente, l’ipotesi più ovvia, ovvero che non ci siano ipotesi B non ha sfiorato nessuno. Nemmeno per un istante. Allora salvare Toninelli diventa un obiettivo da difendere, l’ultima linea di difesa del buonsenso. Viviamo in tempi folli, ma non possiamo dimenticare i principi. Anche nelle Apocalissi Zombie ci si deve pulire la bocca prima di bere.

Il problema è che nel Movimento non sanno contare. Non lo hanno mai saputo fare. Non è ignoranza. È una questione di fede. La loro è una setta che si fonda sul pensiero magico. Ovvero, la Realtà non esiste, esiste solo quello che noi diciamo essere reale. O quello che i nostri avversari dicono essere reale. Chi vince impone la propria narrazione e cambia il mondo. Loro hanno vinto. Quindi l’analisi costi benefici doveva essere una mera formalità: spiegare agli altri con il loro linguaggio (i numeri) che la realtà con la minuscola era cambiata. Letti i numeri, noi tutti avremmo capito e ci saremmo adeguati. Solo che. Solo che non funziona precisamente così.

I numeri, per mentire, hanno bisogno di una mente molto umana dietro. E gli altri (noi) possono vedere attraverso le cifre e scoprire l’inganno. Quindi serve qualcos’altro per convincerci che la realtà sia cambiata. Il piano alternativo! La grande Risposta che ristabilirà il cambio del mondo. Toninelli non la sa, questa risposta. Va bene. Troviamone un altro abbastanza allucinato da provarci. Cosa mai potrà andare storto? Tutti noi, ovviamente, sappiamo cosa: che non esiste una grande soluzione a tutto. Esiste la Realtà, con la maiuscola. Ovvero che non si può tornare indietro in maniera indolore, quindi non si deve farlo. Tutto qua. Solo che, accettandolo, l’intero culto crollerebbe su se stesso.

Ed il suo fondatore qualche dubbio sul fatto che crollerà comunque sta cominciando ad averlo. Grillo si domanda se non siano tutti una manica di incompetenti. Ed ovviamente lo sono. Ma questo lo sapeva anche prima. La differenza è che stavolta si sta domandando se l’intero sistema sia in pericolo di un crollo. Ovvero, il problema è che la Realtà, maltrattata ed ignorata, si sta svegliando. Arrabbiata. Molto arrabbiata. Ed un Toninelli non è il modo migliore per salvarsi. Ecco perché va fatto fuori. Ci vuole un nuovo sacerdote che tenga il mostro a bada. Sacrifichiamo, quindi, qualcuno e contemporaneamente mettiamoci un nuovo soggetto che faccia ciò che va fatto.

Non funzionerà, ma almeno avremo qualcun altro su cui fare meme.

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