Con Milano plastic free la città dice addio alle plastiche monouso

Milano

Con “Milano Plastic Free”, la città vuole dire addio alle plastiche inquinanti. Presentata l’iniziativa sperimentale per sensibilizzare bar e ristoranti presenti in via Borsieri, via Thaon de Revel (zona Isola), Via Ornato, Via Graziano Imperatore (zona Niguarda) e i loro clienti ad abbandonare le plastiche monouso come bicchieri, posate, piatti, sacchetti e altri contenitori a favore di materiali alternativi, riciclabili e facilmente riutilizzabili. Sono circa duecento gli esercizi commerciali potenzialmente coinvolti presenti nelle quattro vie oggetto della prima sperimentazione. Nello specifico 54 tra ristoranti, bar e attività di somministrazione e 147 negozi di vicinato. Gli esercizi aderenti riceveranno la vetrofania disegnata  per l’occasione.
La campagna non sarà limitata ai due distretti commerciali: l’invito ad aderire alla rete ‘Milano Plastic Free’ è esteso a tutti gli esercizi e locali pubblici milanesi che potranno contattare Legambiente per ricevere le informazioni e chiarire i dubbi sulle azioni da intraprendere, prima che diventi un obbligo europeo.

Secondo i dati raccolti dal report di Legambiente sul consumo di plastiche, l’Unione Europea consuma annualmente circa sessanta milioni di tonnellate di plastica (dato 2016), e di queste il 40%, ovvero più di venti milioni di tonnellate, sono associate al comparto degli imballaggi. Allo stesso tempo, annualmente vengono prodotti circa 27 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica: circa cinquanta kg annui per ogni cittadino europeo, di cui il 31.1% viene raccolto per il riciclaggio, mentre il 27.3% finisce in discarica e il 46.6% in inceneritori. Produzione di plastica e incenerimento in Europa hanno un ‘peso’ climatico molto rilevante pari a 400 milioni di tonnellate di CO2 (dati riferiti al 2012). Nell’UE dall’80 all’85% dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge è di plastica: di questi gli oggetti monouso rappresentano il 50% tra sacchetti, contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, contenitori e tazze per bevande, cotton fioc, stoviglie, piatti, palette per mescolare alimenti, cannucce.

L’Italia è il secondo Paese europeo produttore: ogni anno vengono immessi al consumo tra i 6 e 7 milioni di tonnellate di plastica. Di queste il 40% sono utilizzate per produrre imballaggi: nel 2017 sono stati immessi al consumo 2.271.000 tonnellate di imballaggi di cui il 43,5% è stato riciclato, il 40% incenerito e il rimanente dismesso in discarica o disperso nell’ambiente. A fronte di un incremento del tasso di riciclo di +5% rispetto al 2014, le tonnellate di imballaggi non riciclati sono rimaste sostanzialmente invariate tra il 2014 (1.292 milioni di tonnellate) e il 2017 (1.284). Tale dato evidenzia come la direzione principale per affrontare il problema debba passare necessariamente per la drastica riduzione del ricorso alla plastica, la riprogettazione di imballaggi e di oggetti monouso nella direzione della durevolezza e della riusabilità, prima ancora che della riciclabilità.

Milano, secondo i dati forniti da Amsa, ogni anno produce circa 35.000 tonnellate di plastica. “Il miglior modo per evitare la dispersione delle plastiche nell’ambiente è fare una corretta raccolta differenziata: Milano ha superato la percentuale del 60%, confermandosi tra le metropoli più virtuose in Europa nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti – dichiara Mauro De Cillis, Direttore Operativo di Amsa, società del Gruppo A2A –. Grazie ai benefici del nuovo sistema di raccolta in città i quantitativi di plastica e metallo (sacco giallo) raccolti porta a porta sono passati da una media di 186 a 207 tonnellate alla settimana, con un incremento percentuale dell’11%”.

Tra le prime realtà a sostenere e aderire a Milano Plastic Free, pur non essendo ubicata in una delle quattro vie oggetto della sperimentazione, la Santeria, storica factory di via Paladini 8 e di viale Toscana 31, che ha scelto dal primo aprile di eliminare definitivamente all’interno delle sue strutture tutte le plastiche usa e getta come bottigliette e bicchieri, sia nella normale attività di somministrazione sia durante tutti i concerti e gli eventi. Il 10 aprile, in occasione del prossimo Fuorisalone, i gestori presenteranno la loro esperienza “ecologica”, raccontando le loro scelte e i risultati raggiunti e invitando tutti gli altri operatori del settore a seguire il loro esempio grazie al primo evento cultural musicale della Santeria interamente Plastic Free. Un’altra attività commerciale che ha deciso di uscire dalla plastiche è quella che porta il marchio de l’Ostello Bello, che ha già dismesso la plastica da tutte le attività di ristorazione e accoglienza nei suoi due esercizi milanesi.

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