Roma ormai alla sbando tra cinghiali e gabbiani

Cronaca

Da una parte Luigia, felice un tempo di avere una casa sul lungo Tevere e oggi impossibilitata ad aprire le finestre per il numero di gabbiani che affollano i balconi in attesa dei rifiuti dei mercati. Dall’altra ormai decine di romani che incontrano frequentemente cinghiali nelle zone del centro, quasi si fosse in una campagna qualsiasi e non nel mezzo di una città che ha civilizzato mezzo mondo. La polizia locale, come altre istituzioni, è ormai impotente: è persino inutile chiamarli, bisogna scansarse e sperare che i cinghiale non decida di caricare proprio la nostra auto. O magari noi se non ci accorgiamo della sua presenza. In fondo tutto pare più normale se si pensa che il sindaco Raggi aveva proposto di usare gli ovini per tagliare i prati della Capitale. Capitale ormai lasciata andare, c’è chi ha proposto di liberare e giraffe per permettergli di potare gli alberi. “Così almeno qualcuno lo fa” si sfoga la signora che ci ha girato le foto. Scatti di due sere fa, quando la figlia tornando a casa si è ritrovata di fronte i cinghiali. In centro. Ha chiamato, ma nessuno è intervenuto. Armiamoci, presto vedremo l’ancor più surreale situazione di battute di caccia nel mezzo della città. Il tutto mentre si discute di smart city e affini…

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