Poste sembra intenzionata a licenziare con l’aiuto di Microsoft

Economia e Diritto

Poste Italiane ha appena annunciato una nuova partnership con il Microsoft. L’obbiettivo ufficialmente è  “far evolvere la Customer Experience. In linea con l’attenzione di Poste all’integrazione di canale fisico e digitale, il progetto punta sull’unificazione della piattaforma di CRM per le aree Enterprise, PMI e Retail e si sposa con il più ampio piano Deliver 2022 per massimizzare il valore della più grande rete distributiva italiana ai fini di una crescita sostenibile”. Sembra bellissimo, come il resto del comunicato diffuso ieri: è zeppo di “cloud”, “trasformazione digitale”, “GDPR”, ecc, ma sembra nascondere un annuncio ben più tetro. Annegato tra le righe c’è anche l’annuncio che Poste Italiane e Microsoft stanno lavorando già a un progetto di chatbot, cioè il sistema automatico di risposta dai siti internet. L’erede della vocina registrata che ormai ovunque ti impone di sapere già quale problema abbia il tuo apparecchio e dunque di selezionare il tasto giusto. Sono proprio i chatbot la maggior parte delle intelligenze artificiali di cui si sente parlare. E se le aziende ne parlano è perchè se questa tecnologia trovasse una piena applicazione, ci sarebbe bisogno di meno dipendenti. Quindi viva la tecnologia, ma occhio a come la si applica perchè se è sarà solo in questo senso l’esercito dei disoccupati sta per acquisire nuovi battaglioni.

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