Nel piatto di Sala e la regolarizzazione richiesta dal Leoncavallo c’è un verme di nome abusivismo-reato

Milano

Ciclicamente, nel gioco a rimpiattino tra l’amministrazione di sinistra e il centro sociale Leoncavallo, c’è un redde rationem che spinge i convitati ad una soluzione  ad hoc. E la parola magica “regolarizzazione” diventa la cancellazione di un reato di abusivismo che dura da 43 anni. Farina e compagnia aspettano quel “bollo” come dovuto, dopo tanti anni di lavori arbitrari, commerci poco trasparenti ed esentasse, la cultura ideologica divulgata nelle piazze, l’aggregazione di tanti ragazzi indottrinati. In effetti un riscontro, dopo aver usufruito di un bacino di voti, così ampio, Sala deve pur darlo. Dichiara infatti a Repubblica la consigliera comunale Anita Pirovano (Milano progressista) che ha appoggiato la richiesta del Leonka: “È la seconda volta che scriviamo in un programma elettorale la promessa di risolvere il tema. Adesso dobbiamo dar corso all’impegno, siamo stanchi di annunci e avremmo bisogno di atti. Evidente che insieme all’istituzione comunale e al Leoncavallo,  ci sono anche la proprietà e il prefetto devono fare qualcosa per chiudere la vicenda’.” Silvia Sardone, consigliera del gruppo misto, spiega con chiarezza “Addirittura c’è una parte della maggioranza, quella più a sinistra, che oggi dichiara: “E’ la seconda volta che scriviamo nel programma elettorale che ci sarà un impegno concreto e a oggi purtroppo siamo lontani dalla soluzione”. Ponendo come obiettivo quello di arrivare alla regolarizzazione entro fine mandato. I leoncavallini hanno anche fatto sapere che dall’ex cartiera di via Watteau non se ne andranno perché spiegano che nessun altro spazio andrebbe bene per le loro esigenze” Ieri c’è stato l’89mo tentativo di sfratto andato a vuoto. L’ufficiale giudiziario ha consegnato l’ordine di sgombero ma, non essendoci la forza pubblica, l’intervento non è stato eseguito (la notizia è di Repubblica).Da parte sua Sala-Ponzio Pilato, non può tergiversare ancora per molto e legittimare un reato è platealmente rispondere a un ricatto. Conclude Silvia Sardone “Ricordo a Sala ecompagni che occupare abusivamente è un reato. E con chi delinque non si può scendere a patti né sedersi attorno a un tavolo. Ricordo anche che la proprietà dell’edificio occupato si è stufata di questa situazione assurda e più volte ha ribadito che vuole lo sgombero. I residenti del quartiere Greco sono esasperati e l’ultima cosa che vogliono è di sicuro la regolarizzazione del Leoncavallo”.

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