Sala si ricandida per realizzare i finti Navigli

Milano

Beppe Sala rilascia un’intervista alla Stampa e sogna.. Un sogno nostalgico, poetico, la  proiezione di una Milano avulsa dalla realtà. Ma l’acqua, i Navigli, l’atmosfera di un tempo che fu e non può tornare, sono il pallino del piccolo Sala, in zona San Marco dove la monotonia della Periferia non c’è. Ma oggi “…quando tu sei rassicurato dal sistema, se hai la spina dorsale della città che funziona, diventi più coraggioso nel progettare il futuro…E poi, secondo me, c’è anche questo senso di orgoglio milanese che aiuta. L’orgoglio non è una categoria del pensiero” E all’insegna di questa fierezza per un consenso tutto da verificare e l’orgoglio per la povertà crescente, le scuole a volte fatiscenti, le strade sconnesse, le periferie abbandonate, l’invasione multietnica, si dice pronto a ricandidarsi. Per terminare i lavori, s’intende. Anche la riapertura dei finti Navigli che sarà un’innovazione che ritorna al passato per ringiovanire gli anziani. Almeno secondo Sala. Di seguito il parere negativo dei grandi Tecnici.

«Sono assolutamente contrario — afferma l’urbanista LucaBeltrame — alle cose che dicono questi signori, che io ho denominato gli “scoperchiatori facili”. Il progetto non è attuabile per tanti motivi» All’interno delle tante motivazioni che renderebbero inapplicabile il progetto della riapertura dei canali, vanno sicuramente tenuti in considerazioni due fattori: per prima cosa i navigli sono un sistema di trasporto di concezione medioevale — decaduto per ragioni di evoluzione dei trasporti stessi — oggi non più recuperabili né riutilizzabili. E poi il sistema idraulico milanese è vecchio e ha scarsità di acqua.”

“Ci si illude circa la possibilità di riottenere gli angoli pittoreschi di un tempo. O gli argini meravigliosi di una volta, quando passavano i tipici barconi carichi di sabbia. Molti sperano di poter vedere una bellissima oasi ecologica priva di macchine e con tanto loisir. Spazi per il tempo libero dei cittadini e soprattutto di turisti danarosi, a volontà. Purtroppo, lo studio, che pure ridonda di nostalgiche immagini d’epoca, dice espressamente che non potrà essere così.” (Roberto Schiena) 

“Non commettete l’errore di confondere il grande progetto per la riapertura dei Navigli con la realizzazione di cinque piccoli tratti, talmente insignificanti che tutti ormai chiamano  “vasche”. Inoltre non permettete che sia confusa la realizzazione di un canale navigabile (diversamente non è un Naviglio), con la realizzazione di un “tubo” sotterraneo, fatto apposta e soltanto per portare acqua alle cosiddette “vasche”. Un insulto all’intelligenza, un intervento costoso, che sfiora il ridicolo.”(Roberto Biscardini già urbanista al Politecnico)

“Insomma non si possono spendere 450 milioni dei milanesi sulla base di una consultazione cui ha partecipato lo 0,5% dei milanesi. Per questo abbiamo chiesto che lo stanziamento di quella montagna di soldi (e di indebitarsi) passi attraverso un referendum, cosa peraltro prevista da Sala in un primo momento ma che oggi non è più nei piani del Comune. In ogni caso la vivacità delle proteste spontanee di molti milanesi, la totale incertezza su dove trovare coperture finanziarie per il progetto, i ritardi che si sono accumulati e che non consentiranno a Sala di inaugurare nemmeno un catino d’acqua, stanno spegnendo l’entusiasmo del Sindaco per questo strampalato progetto.” (Fabrizio De Pasquale, Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Milano.)

1 thought on “Sala si ricandida per realizzare i finti Navigli

  1. I votanti al referendum del 2011 sono stati il 67,56 % del milanesi e non lo 0.5%. Capra chi lo dice e chi non controlla le fonti.

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