Il Piano Quartieri è il libro dei sogni di un Comune sempre in ritardo coi cantieri

Fabrizio c'è Milano

Beppe Sala comincia la campagna elettorale con 2 anni e mezzo di anticipo e presenta il piano quartieri.

Il piano quartieri sarebbe il vecchio piano periferie e secondo il Sindaco ha un valore di 1.6 miiardi.

Ma come si arriva a questa cifra iperbolica?

Sala ha messo insieme tutte le opere previste nell’elenco del piano triennale delle opere pubbliche. Si badi che queste sono opere finanziabili e non finanziate! Bisogna trovare le coperture, trovare i soldi  detto brutalmente.

All’elenco sono poi state aggiunte anche le opere finanziate dalla Regione, come il risanamento del Giambellino, e altri progetti finanziati dallo Stato e dalla Ue.

Ammesso che un po’ di questi progetti siano effettivamente finanziat, diciamo per 250 milioni se va benissimo, a partire da marzo 2019 si dovrebbero fare i progetti esecutivi (3 mesi) e poi bandire le gare (altri 6 mesi). Quindi i cantieri apriranno nel 2020 e a fine mandato nel 2021 ci saerà poco di realizzato. In sintesi la promessa di Sala è veramente una presa in giro.

Anche perché la macchina organizzativa del Comune non funziona e accumula ritardi biblici nei cantieri che non fanno ben sperare per il futuro.

È in ritardo di un anno e mezzo M4, di 5 anni il Palalido, di 3 il Teatro Lirico, per non parlare di scuole e strade.

C’è invece una cosa  che Sala potrebbe attivare da subito nelle periferie: un piano per la sicurezza e la legalità. Questa è  la base per migliorare la vivibilità dei quartieri.

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