Amore e odio nel quotidiano, nella politica, nei sogni. Con il colore del futuro

Politica

L’amore è un fiore che sboccia, offre la sua tenerezza alla rugiada del giorno, sfiorisce per poi rinascere con le sfumature della dedizione, della passione, della convinzione. L’odio non sente ragioni, diventa impulso, vendetta, rancore irrefrenabile. “L’odio come fattore di lotta; l’odio intransigente contro il nemico, che permette all’uomo di superare i suoi limiti naturali e lo trasforma in una efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere” (Che Guevara) E la violenza diventa un mezzo per punire, per affermare un’identità distorta, in casa o nella vita. Lo stupro di cui siamo testimoni ogni giorno, risponde alla lacerazione più incomprensibile e odiosa, comprensiva di una mancanza assoluta di rispetto.

Le stime diffuse dall’Istat parlano chiaro e sono sempre numeri al ribasso, visto che solitamente solo il 7% degli stupri viene denunciato. L’istituto di statistica, come riporta il Corriere, spiega che nei primi sei mesi del 2018 le violenze sessuali sono state 2.333, allo stesso livello di quelle commesse nell’anno precedente, quando gli stupri furono 2.345. Tanti, anche se sottostimati. A sorprendere però sono gli autori denunciati di tali orribili atti: nel 2017 sulle scrivanie delle forze dell’ordine sono finiti i profili di 1.534 italiani e ben 904 stranieri. Una domanda semplice: perché non amare le donne? Ma la rivalsa sta anche nei continui furti, nelle minacce, nelle aggressioni, negli scippi, quasi che il vortice dell’incertezza e della confusione, creasse un’anarchia violenta di permissivismo impunito. E per i migranti il buonismo della sinistra è volontario. “ L’amore lo scopri negli occhi di chi non ha niente, ma guarda tutto con attenzione e stupore, perché lo vede meraviglioso.”(Fily Russo) E quell’amore il bambino lo vede subito negli occhi di una madre. Ma “L’amore non dà nulla fuorché sé stesso/ e non coglie nulla se non da sé stesso./L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto/poiché l’amore basta all’amore” – Khalil Gibran))

Imparare ad amare è come rinascere. Ma che cosa è il mistero dell’amore? Ci ha provato, scrive VanityFaire, l’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) lanciando nei mesi scorsi il concorso Per Amore. E per la maggioranza degli italiani, sette su dieci, l’amore è innanzitutto quello materno. Lo rivela il sondaggio realizzato dalla DOXA in collaborazione con l’Agenzia Onu. La mancanza di amore si sconta soprattutto nella politica, secondo un italiano su due. Il secondo posto (45 per cento) va ai social media. Per sette italiani su dieci fare un lascito solidale a una organizzazione che salva vite umane è un atto d’amore. Per la politica i sentimenti sono sempre estremisti e la lotta delle idee e delle persone trascende, spesso, il buon senso.

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