Denunciare per furto un clochard che trova il cibo nei rifiuti è qualificabile?

Cronaca

Un esempio, un fatto di cronaca minima per raccontare l’eterno dualismo dell’uomo tra ragione e anima, tra il dovere e il sentimento. Ma la pietas, l’indole umanitaria può suggerire una soluzione improvvisa, personale, creativa. E quel fatto di cronaca diventa denuncia sociale di povertà dove l’occhio dovrebbe tacere per far parlare il cuore

Rimini. Il clochard è là, in periferia. Con quella testa che pare andare lontano e poi tornare senza un perché, avvitata su se stessa con lo stesso groviglio di pensieri. Ma la pancia e la fame hanno le loro esigenze immediate, per quella sazietà mai completamente raggiunta. Il clochard apre i cassonetti dei rifiuti e cerca ossessivamente il cibo. Non costa niente perché è stato rifiutato. Il gesto è quasi automatico, improvvisato, disordinato come quella testa e quella pancia che non vanno d’accordo. Ma quel gesto danneggia anche uno dei contenitori. Davanti a un supermercato, in un mercato rionale la processione dei poveri è di dominio pubblico e la riflessione è sempre la stessa “Quanti poveri”.

Il clochard sfortunato è stato visto, individuato, fotografato da una vicina che, evidentemente, guardava solo il danno del contenitore rovinato. Riferisce il Giornale “I vigili l’hanno fermato. È un cittadino riminese, di 48 anni. Un poveraccio che, hanno sottolineato gli agenti nel loro rapporto, soffre anche di evidenti problemi psicologici. Ma la legge vale anche per lui. Ed è scattata la denuncia per furto e violenza sulle cose.

Il clochard forse ha capito o forse no, ma chi spiega alla povertà che deve solo vergognarsi, che è più dignitoso morire di fame, che un contenitore danneggiato ha un prezzo, un clohard non ha valore, che la legge vede e parla senza un’anima.

Nel mio sogno c’è un vigile che sa ascoltare e da amico accompagna il clochard in una trattoria con ampia possibilità di scelta. Per dire che l’umanità non va in vacanza.

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