Sala, dove il nemico da abbattere se manca la sicurezza a Milano?

Milano

Sala è alla spasmodica ricerca di un nemico da abbattere per giustificare l’inefficienza, il pressapochismo e i sogni di gloria di un Sindaco che non conosce la realtà. I tentativi sono goffi e mal riusciti, perché la pacchia siglata con Renzi e il centrosinistra non c’è più. Il ritardo immane per la ristrutturazione del quartiere Adriano è intollerabile. Significa che Pisapia e Sala hanno mangiato e ben bevuto per anni in attesa… Le periferie non sono giocattoli che divertono le parole, non sono “altro” dal quadrilatero della Moda, perché sono Milano. Ma quanto deve aspettare il quartiere Adriano per l’inerzia di un comune che lascia trascorrere il tempo senza fare un piano programmatico esecutivo, di pronta fattibilità? Ma qui il governo “nemico” c’è e Sala può far sentire la propria voce, può inveire senza ragione. Forse  per raccattare anche in periferia qualche voto in più. La coperta della piazza risponde con un flop: i cittadini urlanti contro il Governo sono poche decine. Eppure la manifestazione della giunta e del “pontefice” Sala era stata preparata, voluta, ricercata come una rinascita. I cittadini realisticamente hanno preferito andare all’Esselunga o in altri supermercati a svolgere i loro affari. Ma caro Sindaco per la sicurezza e l’invasione dei migranti così pervicacemente voluti, contro chi inveisci? Quale il nemico?

Scrive Claudio, un elettore di Forza Italia che ha sperimentato in prima persona l’incuria e l’abbandono del quartiere, anche per i mancati controlli e per l’arrivo indiscriminato dei clandestini:

“Il 28 agosto sono andato a fare acquisti alla cooperativa di via Palmanova ed ho parcheggiato nell’area esterna riservata alle vetture. Salito in macchina, stavo per chiudere la portiera quando all’improvviso un energumeno mi ha bloccato l’azione di chiusura e tentato di riaprire la portiera. Ho reagito immediatamente nel contrastare l’azione di apertura, ma l’assalitore è riuscito ad aprire parzialmente e nel contempo mi ha preso per il colletto della camicia, l’ha aperta e preso la collanina che avevo al collo dandosi immediatamente alla fuga. L’azione è stata talmente fulminea da impedirmi di vedere il viso dell’assalitore e di annotare il suo abbigliamento. Ho denunciato l’accaduto ai carabinieri che hanno registrato il mio racconto, che penso non avrà riscontro dati gli elementi vaghi contenuti nella denuncia. Penso che se alle 16 del pomeriggio possono avvenire simili aggressioni nell’area di parcheggio di un supermercato, immagino che la sicurezza tanto decantata dal sindaco Sala sia una presa per i fondelli, visti i cani sciolti lasciati circolare impunemente in Milano.   Claudio B.”

Claudio è combattivo, preparato, con le idee assolutamente chiare. Viene da un mondo di responsabilità commerciale e meccanico, il pragmatismo lo aiuta ad essere chiaro nelle scelte. La sua è una lunga esperienza di partito, condiviso con entusiasmo. I comitati di cittadini di cui fa parte attiva, consolidano le sue convinzioni.

Una testimonianza minima la sua, una testimonianza quotidiana su un fatto che può capitare a tutti, che lascia molto amaro in bocca. Per quell’ideologia avulsa dalla realtà che non trova ragioni plausibili, per quella comune tensione che può diventare paura, per quel disinteresse che domina le azioni. Una sicurezza ragionata non ci sarà mai nel giorno qualunque e dall’uomo qualunque se i veri padroni della città sono gli incontrollabili e innominati amici del potere.  In questo caso non si parla di ritardi, di atti amministrativi insufficienti. Non si può scaricare un problema, non è possibile non vedere. La marea incontrollata degli stranieri bivacca indisturbata, si infiltra nella criminalità, inventa mestieri inopportuni, sa che la tolleranza di Sala è quasi infinita. Parchi, strade, edifici abbandonati: c’è solo l’imbarazzo della scelta di fronte all’inettitudine voluta. Nella grande quantità proliferano anche i criminali con l’incontenibile voglia di avere soldi, casa, donne. Soprattutto in periferia dove la desolazione permette l’atto violento, innediato, forte. Perché la convinzione di Sala non ammette che la percezione diffusa sia realtà. Qui il nemico da abbattere o, almeno, da controllare sarebbe il clandestino. Ma per Sala non si può.

1 thought on “Sala, dove il nemico da abbattere se manca la sicurezza a Milano?

  1. Per Sala e compagni radical chic le semi periferie e le periferie di Milano sono belle così con la delinquenza a tutte le ore.
    In sostanza in stato di abbandono sia sulla manutenzione che sulla sicurezza. Le problematiche cittadine per Sala non esistono, esistono solo altre situazioni per lui e per tutta la giunta sicuramente più interessanti…….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.