Milano allagata perché il Comune non riesce a costruire una vasca al Parco Nord

Fabrizio c'è Milano
Può una grande metropoli europea essere soggetta ogni 2 mesi a una esondazione di un piccolo corso d’acqua?
Si se è amministrata da incapaci. E ieri sera è puntualmente successo in occasione dell’ultimo temporale: mezz’ora di pioggia forte e il Seveso è uscito dai tombini in Viale Zara e piazzale Istria.
Oramai non è un problema di soldi: ci sono, sono stati stanziati nel 2014! Si deve solo realizzare un progetto che prevede di realizzare 5 vasche di laminazione lungo il corso del Seveso da Senago a Milano.
Addirittura la vasca che avrebbe scongiurato l’allagamento di ieri è dentro il territorio del Comune di Milano, all’interno del Parco Nord. Ma è bloccata da un ricorso del Comune di Bresso (confinante) e di ambientalisti vari. In pratica per costoro sono peggio le conseguenze di qualche giorno l’anno in cui verrebbe riempito un bacino artificiale (forse un po’ di cattivo odore, un prato inutilizzabile!) dei danni ingenti che residenti ed esercizi devono sopportare. Senza considerare le spese che il Comune deve sostenere a ogni allarme, cioe praticamente ad ogni temporale, per presidiare la zona e ripulire le strade.
Il Comune di Milano quindi non riesce a far valere gli interessi di un milione di residenti nei confronti di piccole minoranze. Mette a repentaglio beni e attività per il capriccio di chi non vuole uno stagno qualche giorno l’anno all’interno del Parco Nord.
È assurdo. Basterebbe occuparsi del problema sempre e non svegliarsi  solo dopo i ricorrenti danni da temporale. Ci vuole però un Comune che funzioni e sappia lavorare.

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