Fiori per dire basta al degrado: i cittadini all’opera per amore.

Milano

Milano 11 Giugno – “La città è come la nostra casa. Una casa che vorremmo riconoscibile nel tempo, con punti di riferimento che sono memoria e affetto. Una casa comoda, bella, ordinata, in cui vivere sorridendo”, così mi spiegava il prof. Maurizio Vogliazzo, già professore ordinario di Architettura del Paesaggio al Politecnico. Per dire anche che il senso civico e di responsabilità dei cittadini nasce dall’amore per la propria città – casa. E là, dove il disordine, la sporcizia, il degrado squadernano l’abbandono di un’amministrazione assente, i cittadini si attivano, si aggregano, rimediano. Già a Buccinasco una consigliera dell’opposizione, per rendere visibile e immediata la protesta, posò nelle buche della strada mazzetti di fiori. Una protesta gentile, ma incisiva. Fiori per indicare, per segnalare. Ma i residenti del Gratosoglio hanno superato se stessi e hanno cambiato il volto di un’aiuola diventata discarica abusiva. Racconta Marianna Vazzana su Il Giorno “Là dove c’era una montagna di vecchi mobili, materassi lerci, sacchi di stracci e vecchi elettrodomestici, ora brillano fiori. E a far da cornice, al posto di un muro ingrigito dal tempo e mortificato da scritte di vandali, spuntano disegni coloratissimi. Risultato dell’incursione notturna di un gruppo di cittadini che, con fiori in tasca, pennelli, colori e spugnette, e tanta buona volontà nel cuore, hanno voluto cambiare il volto di un’aiuola in un angolo di periferia: a Gratosoglio, ai piedi della piazza di via Saponaro 36, di recente teatro di attività aggregative per dare nuova linfa alla zona. «Unitevi a noi», l’invito lanciato con volantini affissi nel quartiere e sui social. L’attacco d’arte è andato in scena giovedì sera, dalle 20.30 in poi. Prima la pulizia con raccolta dell’immondizia buttata da incivili, poi la messa a dimora delle piantine colorate in contemporanea alla realizzazione dei disegni astratti sul muro” E voilà la discarica non c’è più.

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