Il Pinocchietto Di Maio nel Paese dei balocchi

Attualità

Milano 11 Maggio – Ridiamoci su. O forse no. Il fatto è che il Pinocchietto Di Maio, giulivo e festante nel paese dei balocchi, fa sorridere o preoccupare: comunque è uno spasso quel saltellare sulle parole rimangiandosi gli insulti a Berlusconi, pronto a concedere e promettere, tanto nella sua faccia di bronzo il naso rimane puntito ad odorare con sospetto ogni foglia che si muove. Collodi non aveva previsto che Pinocchio avrebbe declinato e rappresentato i tempi, ma soprattutto non poteva pensare che un Pinocchio digitale avrebbe scalato le montagne della politica. E adesso nel paese dei balocchi ricco di luci e di promesse sta lì, pronto a scegliere, con la furbizia di un guappo napoletano, con l’astuzia scambiata per acume politico, con il sorriso di chi ha già messo nel sacco l’antagonista. E dopo aver giocato con le sirene perché cantassero quel fatti più in là al Monumento Berlusconi, ha passato la notte a fregarsi le mani e a contare sul pallottoliere i numeri di una maggioranza risicata, pregando Dio che a nessuno venga il mal di pancia. Tra i tanti birilli a disposizione, non si può scegliere a casaccio, bisogna tener conto anche del partner d’avventura: eh…no, le cose non sono facili, perché per dirla tutta tra Di Maio e Salvini, in un’osteria, non sarebbe scattato neppure un saluto. Ma la bellezza e il mistero del paese dei balocchi val bene qualche rinuncia, qualche modifica al programma in corso d’opera, tanto a Di Maio Pinocchio non cresce il naso.

1 thought on “Il Pinocchietto Di Maio nel Paese dei balocchi

  1. hehehe la balena vorrebbe inghiottire ancora pinocchio ma egli è di legno a differenza di geppetto. la balena bianca voleva far di un boccone la sinistra e quella si è ribellata ed ora lunga vita a Luigi di Maio….. ad Maiora!!

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