Notte prima degli esami: Di Maio si toglie di torno, ma è troppo tardi

Politica

Riporta Repubblica: È il famoso passo di lato atteso per due mesi da Luigi Di Maio. Che matura adesso però, fuori tempo massimo con molta probabilità, nel corso delle ultime telefonate che hanno riacceso il canale del dialogo con Matteo Salvini. Il capo politico dei 5 stelle si dice ora pronto a sostenere anche il governo a termine lanciato due giorni fa dal leghista, concordando solo con lui un premier “terzo”, una figura anche esterna ai partiti, e un programma in pochi punti che potrebbe essere quello già abbozzato: stop all’aumento dell’Iva e ai tagli Ue, stretta sull’immigrazione e superamento della Fornero. Ma con una sola, inamovibile – e determinante – condizione: anche da questo governo di scopo per portare al voto nei primi del 2019 Silvio Berlusconi e i suoi dovrebbero tenersi fuori. Al massimo concedere il sostegno esterno del quale si era già parlato nelle consultazioni condotte dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Adesso, con calma, analizziamo gli abissi di stupidità in cui l’ex Bibitaro vuol far cadere la discussione. Salvini propone un governo di sei mesi, per fare alcune cose. Bene. Di Maio risponde: ok, cerchiamo una figura terza (cosa che richiederà tempo), poi ci alleiamo. Io e te. Ma Berlusconi (e pure Meloni) devono stare fuori, votando a comando. Questa fesseria si colloca tra il surreale e l’assurdo. Ma ve lo immaginate dover votare provvedimenti sui quali non si può influire, che non hai potuto influenzare e che ti vengono imposti solo perché gli elettori a cinque stelle sono, come sempre, dei turisti della democrazia e non hanno idea di come giri il mondo fuori dai social network? Ovviamente Berlusconi ha riso in faccia alla proposta e stasera, spero, spiegherà a Salvini perché non stia solo sprecando tempo a parlarci, ma stia facendo anche danni politici.

Prima di tutto, se queste cose Giggino le dovesse dire direttamente in pubblico, per mancanza di amichetti da chiamare al cellulare farebbero tutt’altro effetto. Secondo, perché così può scaricare la colpa su di noi. Terzo, a causa del rifiuto di Salvini di ragionare sul Governo salva IVA, ovvero sei mesi di tregua in cui evitare di aumentare le tasse, la posizione del centrodestra è già indebolita. Perdere ulteriore terreno è un regalo che non possiamo permetterci di fargli. Faccio notare che consentire alla nascita di un esecutivo del genere sarebbe letale per Di Maio: andando al voto in Marzo lui non si potrebbe più ricandidare. Ma se ci fai il governo assieme, decide lui quando cade e può forzarti la mano, facendo in fretta e furia la Finanziaria e facendo cadere tutto a Novembre. Insomma, caro Matteo, metti il cellulare in modalità aereo ed allacciati le cinture. Si va verso una grossa turbolenza.

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