Le due Leghe: responsabilità ed apocalisse

Politica

Ieri, l’ex Governatore Lombardo Maroni ha detto che sarebbe innaturale un’alleanza col Movimento Cinque Stelle. Salvini gli ha risposto, a stretto giro di posta, che nulla è impossibile. Il che, in effetti, non è una vera e propria contraddizione. Non in termini, almeno. Esistono un sacco di cose possibili ed innaturali allo stesso tempo. La vera domanda, in effetti, dovrebbe essere un’altra: Salvini preferirà il potere alle promesse, alle dichiarazioni fatte, alla storia della nostra coalizione? Perché, se dovesse farlo, sarebbe, questo sì, del tutto naturale salutarlo ed andare per la nostra strada. Quale? Per dirlo dobbiamo fare un passo indietro. Il 4 Marzo è iniziata l’Apocalisse. I cittadini hanno fatto quello che per 50 anni hanno minacciato solo: una fuga onirica verso il nulla. Preso atto che la situazione era gravissima, ma niente affatto seria, si sono adeguati. Al Sud la vittoria del Movimento è stata precisamente questa. Non ci possiamo salvare. Vediamo di prendere tutto quello che è possibile, prima del collasso. Stanno liquidando un paese in bancarotta. Secondo loro una bancarotta morale. Cosa che a Scampai, dove Grillo prende il 60% e rotti dei voti, devono essere in grado di valutare con precisione scientifica. A Nord le cose cambiano, ma non di moltissimo. Ci sono due opzioni: una coerente, sicuramente iperbolica, per carità, come Forza Italia. Ed una senza freni e limiti. Che è la Lega. Due Flat tax, una al 23% ed una al 15%. due idee sulle pensioni: una con un conto preciso e valutabile. L’altra, con l’abolizione della Fornero, ricca di incognite. I cittadini scelgono in massa la seconda.

Non vince nessuno, se al termine “vittoria” diamo il significato di “essere in grado di governare da soli”. Quindi bisogna allearsi. Il PD, unico sicuro sconfitto nelle urne, correttamente decide di salutare la curva ed andare all’opposizione. Non è irresponsabilità, è istinto di conservazione. Inoltre, se gli Italiano votano le fughe oniriche un partito, ormai, moderato, non ha spazio al Governo del Paese. Forza Italia, in tutto questo, attende di capire cosa voglia fare Salvini da grande. Perché noi SIAMO il partito dei moderati. E non abbiamo preso precisamente il 3% dei voti. Il 14 è meno di quanto preso dalla lega, vero. Ma è comunque abbastanza per dire che esiste un popolo che ai Cinque Stelle dice no. Tornando a noi: Salvini volterà le spalle a questo popolo, per un’esperienza di Govenro effimero, come vuole il Colle, o deciderà di riprovare le urne, dimostrandosi politicamente maturo? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Di sicuro, finora, non si può che apprezzare l’equilibrio di Maroni. E sperare che nel futuro smetta i panni del commentatore per rivestire quelli dell’attore. Protagonista, magari.

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