Tutti i disastri di un’elezione targata Minniti

Politica

Oltre ai dati al limite del surreale, queste elezioni passeranno alla storia come quelle del disastro organizzativo del Viminale. Anche se pochi ne parleranno, ad urne chiuse, questo sistema di voto è demenziale sotto vari aspetti. Liquidiamo subito i problemi secondari. Il primo, e più evidente, è che i nuovi collegi elettorali sono stati gestiti con superficialità: Palermo con le schede sbagliate, così come Roma e Novara, indicano chiaramente la leggerezza di un apparato che in queste elezioni sembrava avere al suo interno intere componenti dedite al sistematico sabotaggio. Davvero, non è ammissibile vi siano stati, diconsi tre casi, del genere. E tutto mentre nel resto del mondo ormai stanno prendendo sempre più piede procedure semiautomatiche (dette anche elettroniche) di votazione. Insomma, qualcuno regali uno stradario al Viminale, sembrano averne assoluto bisogno.

Eppure, contro ogni aspettativa, non è stato quello IL problema. No, ma consentitemi un passo indietro. Sette giorni fa circolava un messaggio su Whatsapp: attenzione, c’è un bollino sulle schede. Appena ricevuto l’ho cestinato: l’ennesima bufala. Dai, chi può essere così demente da mettere un maledetto, demenziale, assurdo bollino sulle schede? Il Parlamento Italiano. Evviva. Nei giorni successivi ho scoperto di che si trattava. Per motivi ignoti ai più, qualcuno si era spaventato per il fatto che potesse, in effetti, verificarsi questo caso: qualcuno introducesse nel seggio delle schede in più, stampate a casa. E da qui si biforcano le strade: o degli elettori le introducevano nell’urna 8ma i timbri? I numeri? Bah). Oppure mentre nessuno guardava, timbrarle e firmarle. Poi, sempre mentre tutti erano distratti, le votasse. Al che, sempre a fronte di una generale distrazione, a voto avvenuto, rubasse un equivalente numero di schede e le sostituisse con le sue. In sostanza, a fronte di un rischio pari a quello dello schianto della Luna sulla terra domani, qualcuno ha costruito una base spaziale con missili nucleari potentissimi. Cosa mai potrà andare male, dopotutto, con una scelta del genere, si saranno domandati. Nulla, signori miei, nulla.

Nulla, a parte due piccoli inconvenienti: ore di attesa, perché la rimozione di sti benedetti talloncini era un’operazione lunga, macchinosa e laboriosa da Russia Sovietica. E costringeva la gente ad attendere in coda, portava ad errori, correzioni e frustrazione nei seggi. E poi le schede che finivanonell’urna con il talloncino maledetto. Tipo quella di Bersani, l’esempio fatale del pensionato medio confuso da queste diavolerie. Ecco, quelle schede potranno essere comunque valide, ma la segretezza del voto? Siamo seri. Siamo drammaticamente seri. Perché, anche se oggi la serietà non va più di moda, qualcuno dovrà mantenerla ancora alta.

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