Conferenza di Milano Vapore del 22 gennaio 2018 – Il futuro del lavoro

Economia e Diritto

Milano 25 Gennaio – Grande successo di pubblico lunedì 22 gennaio al Cam Garibaldi, dell’iniziativa di Milano Vapore: “Il futuro del lavoro”. Tema che tocca tutte le famiglie e che l’associazione Milano Vapore ha messo al centro di un appassionato dibattito dove Walter Galbusera, Presidente della Fondazione Anna Kuliscioff, già Segretario Regionale della UIL, ha rimarcato come “le misure legislative sono importanti ma senza la crescita non sono sufficienti a dare risposte adeguate ai problemi del lavoro. Il job act, come la recente proposta di salario minimo vanno giudicate con la consapevolezza che solo in minima parte possono creare posti di lavoro. Gli incentivi alle assunzioni producono la loro massima efficacia per la loro durata, poi devono necessariamente incrociare la ripresa dell’economia, che certamente sarebbe consolidata da una riduzione strutturale del costo del lavoro”. Ma, attenzione, osserva Galbusera “la normativa può però incidere sulla natura del rapporto di lavoro. Il depotenziamento degli effetti del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha certamente favorito la ripresa di modalità contrattuali tradizionali di lavoro subordinato (tempo indeterminato, part time, tempo determinato) ma di per sé non poteva superare i limiti delle esigenze oggettive delle imprese. Come dire: “per altri versi è discutibile, anche alla luce della comparazione con il mercato del lavoro in Europa, collocare tutte le forme contrattuali diverse dal contratto di lavoro a tempo indeterminato nell’area della precarietà”.  E, quindi, tema centrale rimangono le misure per l’economia, con al centro gli investimenti, il credito e la riduzione della spesa pubblica fa sapere Giuseppe Garesio, ad di Synergie Italia, una delle più quotate agenzie per il lavoro. “Oggi Synergie è l’unica società specializzata in orientamento, formazione, selezione del personale e somministrazione ad aver scelto Torino come base operativa per gestire le sue 90 filiali sparse in tutta Italia. Ogni anno forniamo 12mila lavoratori in contratto di somministrazione alle imprese italiane. E questo ci permette quotidianamente di scattare una fotografia del mondo del lavoro, dello sviluppo economico e della crescita e delle aspettative”. Come dire: Il mercato del lavoro è in ripresa, “il nostro settore ha registrato una crescita di oltre il 20% –  conferma Garesio – Fino a qualche anno fa, in piena crisi, avevamo la coda di persone che cercavano lavoro. Oggi abbiamo il problema di trovare i candidati”. E il Job Act, gli effetti della riforma sul mercato del lavoro? Nel dibattito organizzato da Milano Vapore e dal suo presidente Giampaolo Berni Ferretti, a dare una risposta è stato l’avvocato Maria Laura Pinna dello studio Belloni, partendo da una panoramica sulla complessiva normativa si è affrontato il tema della stabilità e sui dati degli indici dell’andamento del mercato del lavoro che vedono l’Italia sempre come fanalino di cosa nell’Ue e, un Paese dove è aumentato il lavoro a tempo determinato rispetto all’impiego a tempo indeterminato. E ragionando “sull’andare oltre il Job Act come sfida per il futuro governo” ha continuato l’avvocato Danilo Vitali, a seguito di un fenomeno di erosione della base imponibile, in corso da anni e da ritenersi ormai irreversibile, l’ IRPEF è diventata, da imposta generale e progressiva su tutti i redditi di un soggetto, un’ imposta  (fortemente) progressiva solo su due tipi di reddito, cioè quello da lavoro subordinato e quello da pensione. E’ tempo ormai di introdurre una svolta epocale, attraverso la flat-rate tax, che avrà contemporaneamente benefici effetti strutturali sia sulla discriminazione fiscale che sulla competitività.  Ha quindi concluso Gianluca Comazzi -capogruppo Fi al Comune di Milano – occorre mettere le imprese nelle condizioni di creare lavoro stabile, con un occhio di riguardo verso i giovani. Oggi in Italia la disoccupazione giovanile è al 32.7%, il doppio rispetto alla media europea del 16,2. Nei prossimi 5 anni si dovrà lavorare, a tutti i livelli istituzionali, per garantire ai nostri ragazzi un futuro stabile”.

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