E’ morta Marina Ripa di Meana, simbolo di eccessi e di libertà

Cultura e spettacolo

Milano 6 Gennaio – Persona controversa, per molti indisponente e amorale, per altri semplicemente libera e sincera. Una persona, comunque, che ha fatto del suo essere donna un capolavoro di presenza, di personalità e di stile. A modo suo, naturalmente. Con la strategia di una creatività innata, con la tenacia di chi conosce la vita e sa affrontarla, con la libertà sulla pelle. In un periodo storico di conquiste femministe, il suo era un bruciare gli schemi e il perbenismo bigotto. Eccedendo, secondo molti, ma gestire la propria vita compete al singolo e giudicare non compete a nessuno. Aveva un sano realismo e un’intelligenza vivace, ma soprattutto non aveva paura delle parole che corrispondevano alla verità Disse a Il Giornale off in una intervista rilasciata a Domenico Marcella oggi riproposta da Dagospia “Non ho mai temuto i benpensanti. Mi hanno sempre giudicato come qualcosa di orripilante. O forse peggio: come qualcosa che non si giudica perché non esiste. I benpensanti ti scaraventano nel cono d’ombra, ma tra me e loro non c’è mai stato feeling: «Non ti curar di loro, ma guarda e passa»…. Ho vissuto bene perché sono sempre andata incontro alle mie necessità, alle mie debolezze e ai miei desideri…Non è stato difficile auto-crearsi, è stato naturale come il cacio sui maccheroni. Non avrei saputo fare altro. Tutto quel che è nato da un istinto naturale, è proseguito con una ferrea e seria disciplina. Sono da una vita concentrata sul mio circuito… La vita è fatta di tanti momenti e quando cominci a essere felice c’è sempre l’attimo in cui non lo sei più. La felicità scappa e ce ne rendiamo conto soltanto quando ci ripensiamo.”

 

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