Milano Ristorazione sotto accusa: mense da incubo, ma impennata di consulenze esterne

Milano

Incarichi esterni per 500mila euro nell’ultimo anno.

Milano 9 Dicembre –  Per servizi di consulenza, progettazione e altre voci, Milano Ristorazione (società controllata dal Comune di Milano al 99%), nel periodo che va dal «dopo aprile 2016» ha speso oltre 500mila euro.

Il documento è aggiornato al 30 novembre 2017. Una cifra sostanziosa, superiore a quella spesa nel periodo precedente (circa 420 mila euro). La notizia ha indispettito diversi politici del centrodestra, dato che da anni i genitori membri delle commissioni mensa denunciano un calo della qualità del servizio, con riferimento alle pietanze somministrate ai bambini.

L’ultimo episodio risale al 6 novembre, quando è stata trovata della muffa dentro 7 budini. Dopo quell’episodio, i rappresentanti delle commissioni hanno scritto una lettera al Comune, affinché fossero intensificati i controlli sul gestore del servizio. La società ha precisato che i budini ammuffiti «sono stati prontamente sostituiti con prodotti idonei» e facevano parte di «un lotto da 84.078 pezzi, di cui 21 mila somministrati nella stessa giornata». Certo è che le denunce sono frequenti: lo scorso anno si è parlato di un insetto nella verdura e della presenza di un «corpo estraneo» (forse una mosca) all’interno di una frittata.

Tornando alla tabella, tra gli altri troviamo un finanziamento da 206mila euro allo Studio Montanarie Partners, per interventi di ristrutturazione e potenziamento del centro cottura pasti di via Quaranta; 34.500 euro allo Studio legale Caruocciolo per consulenza in materia di trasparenza e anticorruzione; 46mila euro allo studio di architettura Colombo/Pezzoli per la direzione dei lavori nell’ambito della ristrutturazione del Centro Cottura Bottego. Tra le voci figura anche il conferimento di un incarico professionale alla dott.ssa Diana De Marchi (oggi consigliera comunale per il Pd) per attività di traduzione di documenti in lingua inglese e di interprete per eventi con delegazioni straniere: 21 euro a cartella per le traduzioni, 120 euro a servizio per l’attività d’interprete.

«Servizi di consulenza e qualità delle pietanze non sono correlabili in alcun modo, essendo due aspetti diversi del servizio – specifica l’ufficio stampa di Milano Ristorazione -; inoltre, gli importi relativi al dopo 2016 si riferiscono a più esercizi e sono spalmati nell’arco di due o tre anni (quindi fino al 2020, nda), trattandosi in alcuni casi di lavori a lungo termine, come le ristrutturazioni che sono la parte preponderante – circa 300mila euro -. La cifra riportata è quindi coerente con tutti gli altri esercizi».

Duro il commento di Silvia Sardone (Fi): «L’impressione è che Milano Ristorazione – supportata dal Comune – preferisca spender soldi in consulenze anziché impiegarli per migliorare la qualità del cibo, sempre più scadente. E evidente che si dà sempre meno ascolto ai genitori e che il loro sogno sarebbe quello di abolire le commissioni mensa».

AEC (Libero)

LA VICENDA

PERIODO 2015/2016 Secondo i documenti a disposizione le spese per consulenza di Milano Ristorazione nel periodo aprile 2015-aprile 2016 si aggirano attorno ai 420 mila euro

PERIODO 2016/2017 Nel periodo aprile 2016-aprile 2017 i costi per consulenze sono sensibilmente aumentati arrivando a superare i 500 mila euro

TROPPE LAMENTELE Per i politici del centrodestra quei soldi avrebbero dovuto essere spesi per migliorare la qualità del cibo servito in mensa. Negli ultimi tempi, infatti, sono stati diversi gli episodi che hanno gettato qualche ombra sul servizio di Milano Ristorazione

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