Il fallimento di Pisapia è la morte del modello Milano per la sinistra

Politica

Il compagno Pisapia prende cappello e se ne va. In soli cinque mesi ha compiuto l’intero ciclo di vita di un leader di sinistra. È apparso, ha provato ad unire la sinistra, ha fallito e se n’è andato. A Prodi ci sono voluti vent’anni, ma Giuliano è Milanese e più tonico, l’ha bruciato sullo scatto. Comunque, nessuno lo dice mai, ma risulta difficile valutare la serietà di un progetto che voleva mettere assieme i Centristi per l’Europa con gli ultimi samurai di Sel, Tabacci (già Udc) e Stefano (già persecutore pubblico di Berlusconi in commissione al Senato). Originariamente doveva essere un remake dell’Ulivo. Ma con sole seconde file, stelle cadenti, meteore e tristezza a palate non si poteva andare lontano. E, difatti, Renzi non contava sull’andare lontano. Contava sull’andare a scontrarsi con Grasso rubandogli voti. Il risultato è stato tragicomico, con metà del gruppo di Pisapia che passa armi e bagagli dall’altra parte e lui che si ritira a vita privata. Resta comunque inquietante il riflesso che questa vicenda nazionale avrà su Palazzo Marino.

Già, perché se anche se ne sente parlare meno di recente, a livello di base esiste ancora una spaccatura tra la sinistra arcobaleno e quella verde dollaro. E la prima, chiusa in uno sgabuzzino da cui tirare fuori ogni tanto un Monguzzi qualsiasi con cui fare una foto a pugno chiuso, potrebbe non prendere benissimo una campagna elettorale in cui l’obiettivo degli yankees di Sala sarà non fare prigionieri. Anche perché, con la scontata elezione della Rozza in Regione si aprirà uno spiraglio importante in giunta: quello della sicurezza. A chi andrà l’assessorato più politicamente importante in palio? La risposta potrebbe far detonare una polveriera che mostra già segnali inquietanti di vulnerabilità. Al momento le tensioni sono coperte dal rinnovato rischio fascista abilmente ed artatamente alimentato, ma per quanto durerà? Secondo Ilvo Diamanti su Repubblica per il 46% degli Italiani il fascismo è molto presente in Italia. Quello che non si capisce dai suoi dati è per quanti di loro questo sia un rischio. Lui dà per scontato lo sia per tutti. Come faccia a saperlo è ignoto, forse le interviste le ha fatte tutte lui ed ha sentito il tono di voce… In ogni caso, al 54% e per il 30% abbondante dei loro elettori è una cosa che si sono creati a tavolino. E con numeri simili, quanto ancora potranno coprire le tensioni prima che detonino su un Sala dimezzato dal processo che lui stesso sta spingendo per celebrare al più presto?

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