La chiusura di Buenos Aires per il mercatino agricolo scatena i commercianti

Milano

Meghnagi, presidente di Ascobaires: «Avevano promesso di non farlo più, e invece…»

Milano 3 Dicembre – Neanche il tempo di godersi le nuove luminarie natalizie, inaugurate ufficialmente giovedì sera alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che per i commercianti di corso Buenos Aires è già arrivata la doccia fredda. Oggi(domenica 3) i negozi lungo la principale strada commerciale di Milano dovranno infatti fare i conti con i disagi provocati dalla chiusura al traffico del tratto compreso tra i Bastioni di Porta Venezia e viale Tunisia, che ospiterà il farmer’s market di Campagna Amica organizzato da Coldiretti.

«Posto che non abbiamo in generale preclusioni nei confronti dei mercatini agricoli, è evidente che la scelta del Comune di Milano e del Municipio 3 di chiudere al traffico un’arteria vitale come corso Buenos Aires nella prima domenica di dicembre è folle, tanto più che si è scelto di farlo senza confrontarsi con Confcommercio e Ascobaires», attacca Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires e consigliere di Confcommercio. «Era già accaduto lo scorso anno, ma si erano giustificati spiegando che si trattava di un bando ereditato dalla giunta precedente e assicurando che non sarebbe più successo: invece, rieccoci in pieno shopping natalizio a dover fare i conti con traffico, disagi alla viabilità, smog e perdita di affari per i negozi».

Il blocco per quasi tutta la giornata della principale via di accesso al centro per chi arriva dalla zona Nord-Est della città, promette infatti di avere pesanti ripercussioni sulla viabilità di tutta l’area compresa tra corso Buenos Aires e la Stazione Centrale. Non a caso la protesta non si ferma ai commercianti del corso, ma riguarda anche a quelli di viale Tunisia, via Lecco, via Lazzaretto e via Vittorio Veneto.

«Già le strade secondarie sono abbandonate al loro destino, senza un’illuminazione decente e un controllo adeguato del territorio: adesso per peggiorare le cose ci scaricano addosso anche il traffico dello shopping natalizio», protesta Luca Lonco, presidente di AssComm Porta Venezia. «Sarebbe bastato che il Comune chiedesse preventivamente ai commercianti se volevano o meno il mercatino. Si sarebbe sicuramente trovata una soluzione che poteva accontentare tutti».

Le aree pedonali che avrebbero potuto ospitare le bancarelle senza richiedere la chiusura al traffico di un tratto nevralgico del corso, infatti, non mancano. «Metterle in via Spallanzani, in piazza Oberdan o nei giardini di Palestro avrebbe evitato disagi e perdite economiche», spiega Meghnagi. «Invece, si è deciso di vendere salami e formaggi in corso Buenos Aires nella prima domenica di dicembre: una scelta che costerà ai commercianti un 30% degli incassi e che denota una totale mancanza di considerazione per una categoria che, evidentemente, è utile solo quando si ha bisogno di trovare soldi e sponsor per accendere le luci di Natale».

Dino Bondavalli (Libero)

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