I tram di Milano compiono 90 anni. Dal 1927 sempre uguali a se stessi

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Milano 21 Novembre – Sono uno dei grandi classici milanesi, come la prima della Scala, il derby a San Siro, il risotto con l’ossobuco. Intramontabili e inimitabili, rumorosi e fascinosi, amatissimi dagli indigeni e fotografatissimi dai turisti: i vecchi «Carrelli», i «Ventotto», insomma i tipici tram di Milano, quelli storici con le tre porte e lo scalino che scende mentre si aprono sui bellissimi interni usati ma non usurati, le panche di legno levigate da generazioni di sederi meneghini.

Lunedì 20, i «Carrelli», alias «tram Atm serie 1500» oppure «tram tipo 1928»,  hanno compiuto 90 anni. Era il 20 novembre 1927 quando il prototipo fece il primo viaggio per la città, immatricolato con il numero 1501. Il secondo, il 1502, iniziò a circolare l’anno successivo, da qui uno dei nomi, e dal 1929 la produzione si fece massiccia: in totale 502 esemplari. Il modello era americano, il tram «a carrelli», appunto, ideato da Peter Witt; la costruzione, tutta italiana, anzi milanese; la robustezza, subito leggendaria, letteralmente a prova di bomba. Infatti dei moltissimi tram che furono danneggiati dai raid alleati della Seconda guerra mondiale, tutti furono poi rimessi in servizio, tranne uno, uno solo, l’unico centrato in pieno, quindi interamente sventrato e solo per questo giudicato irrecuperabile: era il numero 1624.

Dei «Ventotto» ce ne sono ancora 125 in giro per la rete di Milano, alla velocità massima di 42 chilometri all’ora, quasi sempre pieni benché assai capienti: 29 posti a sedere, 101 in piedi. In nove decenni, hanno cambiato più volte livrea esterna e e arredi interni, e ovviamente sono stati più volte revisionati e ammodernati: ma sono ancora loro, ormai simbolo irrinunciabile, icona cittadina, bandiera su rotaia. C’è perfino il tram ristorante, dove cenare girando in lungo e in largo per Milano.

Non solo: hanno conquistato anche il resto del mondo.

Dall’altra parte del globo, i «Ventotto made in Milano» servono sulla linea F di San Francisco. Quando nel 1983 nella città californiana fu organizzato un festival del tram. la vettura spedita da Milano piacque talmente che ne furono ordinate altre, tuttora in servizio. Insomma, un prodotto inventato dagli americani che gli italiani fanno meglio e riesportano negli States, un po’ come certi jeans di marca. Nel frattempo, per la città continuano a scarrozzare, facendo il loro tipico baccano, i «Ventotto»: e, nonostante i modelli più «giovani» e magari più confortevoli, confessiamo che continuiamo a preferirli.

Alberto Mattioli (La Stampa)

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