Tenta di chiedere il pizzo alla pizzeria dei vigili. Finisce malissimo

Milano

Milano 11 Novembre – Riporta Repubblica:

Voleva il pizzo dal titolare della pizzeria convenzionata con il Comune, mentre gli agenti della municipale erano seduti al tavolo per cena. Salvatore B., 47 anni, è stato arrestato per estorsione al gestore di un locale in zona Corso San Gottardo mercoledì sera, dopo le 22, quando la coppia di agenti in borghese del Nucleo contrasto stupefacenti della polizia locale, in attesa di completare le ultime formalità per un arresto eseguito nel pomeriggio, stava cenando nel ristorante-pizzeria nei pressi della sede dell’Ufficio centrale arresti e fermi (Ucaf) di via Custodi.

Gli agenti si sono accorti di una discussione in corso tra il proprietario del locale, un cittadino egiziano, e un’altra persona, e sono intervenuti per capire il motivo dell’accesa discussione. I vigili hanno identificato e allontanato l’uomo e tranquillizzato il ristoratore, dicendogli di rivolgersi al vicino comando qualora la persona si fosse ripresentata. Mezz’ora dopo gli agenti venivano allertati dal gestore del locale che li aveva richiamati spaventato: l’uomo era tornato al ristorante e aveva fatto delle minacce esplicite, chiedendo denaro. I vigili in borghese, raggiunto in un attimo il locale, hanno sentito chiaramente Salvatore B. minacciare il ristoratore. “Forse non hai capito, se vuoi lavorare mi devi pagare”, diceva l’uomo. Trovandosi di fronte al tentativo di estorsione in flagranza la coppia di agenti ha arrestato e prelevato il 47enne. L’arresto di Salvatore B., con precedenti specifici, è stato convalidato la mattina successiva e ora l’uomo si trova a San Vittore.

L’unico mistero che resta è come si possa essere così imbecilli. No, davvero, io non credo che la malavita organizzata possa mandare in giro gente del genere. Altrimenti non ci si spiega come sia potuta sopravvivere sino ad ora. Quindi dobbiamo concludere che ci sono lupi solitari in giro. E questo dovrebbe farci interrogare sul senso di impunità che esiste. Davvero, è possibile credere che un tizio a caso possa avere un giro di negozianti che lo pagano per avere protezione, o per non rischiare danni e lesioni, senza che ci sia qualcuno che gli guarda le spalle? Le indagini ce lo diranno, ma il solo dubbio che esista dovrebbe farci riflettere sullo stato della giustizia in questo paese. Dove non si paga mai davvero e dove ci si può improvvisare boss di quartiere, senza temere punizioni. In questo caso il tizio è stato preso solo perché ha clamorosamente sbagliato bersaglio. Ma una volta fuori, chi proteggerà i commercianti?

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