Milano: i bagni pubblici? Pochi, trascurati e sporchi quelli gratuiti

Milano

Dignitosi ed efficienti invece quelli a pagamento. Viaggio tra gli oltre 200 servizi igienici sparsi  tra parchi, stazioni e metro.

Milano 10 Ottobre –  Stazione di Porta Garibaldi: binario 13. Nonostante la macchinetta del pedaggio batta cassa 5o centesimi, le porte sono spalancate. È pomeriggio, i bagni, 24 ore su 24, sono in funzione. «Ed già è una cosa buona», dice una pendolare nella prolungata attesa del suo treno per Torino. «Ce n’è un altro in sotterranea: costa io centesimi in più» dice. I bagni delle stazioni non sono mai stati un posto dove portereste volentieri i vostri figli. Per questo la Stazione Centrale è passata a wc privati, a pagamento. In zona biglietterie c’è il primo. Si entra attraverso un tornello: un euro per scremare gli ingressi. Non è comunque facile lavorare qui. provvisorie 8 funzionano tutto 3 solo tra marzo e ottobre. Altre 29 sono posizionate in località varie vengono chiamati Sia: servizi igienici automatici e (con infinito ottimismo) autopulenti. Quelli che in tono confidenziale tutti chiamano bagni chimici. A Milano le postazioni fisse sono 57. A queste si aggiungono quelle mobili, che vengono installate dove e se c’è bisogno. Sono 68 le postazioni annuali, con altre 83 nel periodo che va da marzo a ottobre. Un totale di 151 a cui si assommano altre 29 location tra la metro di Cascina Gobba, via «Servono gli attributi e una vocazione così », lascia intendere una storica guardiana del posto. Perché sono un classico i tentativi di superare in massa il tornello. Anche nel recente bagno aperto al binario 21 (quello gratis al 3 era talmente marcio che hanno fatto fatica pure a demolirlo). Ci sono le telecamere che monitorano la situazione (ma per privacy la zona interna resta buia), l’Italpol che fa visita ogni dieci minuti. Resta un problema: i bagni chiudono a mezzanotte. In metrò, invece, in Duomo come in Centrale, basta mettere una moneta da w centesimi nei bagni autopulenti. Tendenzialmente isolati, non sono tra le soluzioni più gettonate.

Nel resto della città, negli spazi pubblici, ci sono quelli che nel linguaggio tecnico vengono chiamati Sia: servizi igienici automatici e (con infinito ottimismo) autopulenti. Quelli che in tono confidenziale tutti chiamano bagni chimici. A Milano le postazioni fisse sono 57. A queste si aggiungono quelle mobili che vengono istallate quando e se servono. Sono 68 le postazioni annuali, con altre 83 nel periodo che va da marzo a ottobre. Un totale di 151 a cui si aggiungono altre 29 location tra la metro di Cascina Gobba, via Cagni, Piazza Vetra, Pane Quotidiano in viale Monza e PalaSharp. Box verdi, tavolozza naturale per writer metropolitani, con l’assenza di sapone e il minimo (se va bene) di carta igienica, soprattutto in quello degli uomini. Il cattivo odore si fonde con quello devastante della candeggina.

A Milano i bagni pubblici sono gestiti dall’Amsa, che ha subappaltato a una ditta esterna le pulizie. E qui si aprono gli interrogativi: 18o postazioni sparse per la città sono troppe da tenere in condizioni igieniche accettabili? Un problema percepito in centro, ancora di più nelle periferie, dato che quando un bagno chiude, spesso rimane inaccessibile fino a data da destinarsi. I motivi sono diversi: l’ultimo, in via Benedetto Marcello è stato blindato dalla Questura per motivi di ordine pubblico, dato che era diventato un pied a terre per le prostitute della zona.

Se lo chiedono due giovani mamme, passeggino alla mano, all’ingresso dei Giardini Pubblici. Davanti al Planetario invece alcuni studenti sono in disordinata fila per entrare a vedere le stelle. Il «Toilet Bus» ha appena fatto manovra. È un ex pullman di proprietà Atm, a cui Amsa e Comune di Milano hanno regalato una seconda vita risparmiandolo alla demolizione. Tutto azzurro, due bagni per donne e altrettanti per gli uomini, più lo spazio per invalidi attrezzato pure per cambio pannolini dei bebè. Apre le porte e allacciato l’alimentatore al generatore elettrico, spegne il motore: profumo di buono, un benefit di inizio giornata. «Mi chiedono che fermate faccio, non tutti capiscono che non trasporto persone ma wc» racconta l’autista, che è anche addetto a Mocio e rifornimento carta igienica. Quello della toilet itinerante è il servizio più nuovo e meglio riuscito per consentire un degno servizio bagno in luogo pubblico. Un’idea importata dalla Cina. Attualmente i mezzi sono due (uno per la verità è ai box per restauro). Le stime ufficiali parlano di 20 mila utilizzatori in neanche un anno. ll livello di igiene è sorprendente. Viene il dubbio che molti non capiscano nemmeno che si tratti di una toilette. L’idea era quella di costruire un bagno itinerante che seguisse, senza turbare l’arredo urbano, i grandi eventi made in Milano: Fuorisalone, Orticola o i concertoni a San Siro. Nell’ordinario fa tappa ai Giardini Montanelli dove è un lusso se paragonato ai due wc chimici travolti da mosche all’ombra di niente. Pure quello destinato agli invalidi è un campo di battaglia. Ma qualcosa proprio da queste parti si muove: a breve scompariranno e all’interno dei giardini apriranno a spese dei gestori del Bar Bianco due nuovi wc per gli utenti del parco.

Forse alla fine in Italia la gente si è abituata male. Meglio non sfidare la fortuna e ordinare un bicchiere d’acqua frizzante al bar per guadagnarsi un passaggio al bagno. E se è notte, e non c’è un’anima viva in giro, far buon viso a cattiva sorte e decidere se resistere a oltranza oppure trovare alternative sufficientemente efficaci.

*** • m.._….. _ … _.._ _ • Nel verde L’utilizzo • In metrd Sopra bagni i servizi chimici nei • Alla Centrale igienici sono Giardini il servizio autopulenti Montanelli, è a pagamento e l’utilizzo costa a fianco gestito 20 centesimi il «Toilet Bus» da privati: itinerante un euro per • In città negli e, sotto, passare spazi pubblici un interno il tornello alle sono dell’ex pullman biglietterie posizionati dell’Atm che, e al binario 21. 57 bagni oltre ai wc, Chiusura chimici fissi ha anche uno a mezzanotte. autopulenti. spazio-bebè Demolito A questi per il cambio quello gratuito si aggiungono pannolini al binario 3 68 box (foto Porta) installati • Alla stazione all’occorrenza Garibaldi con altri 83 la toilette nel periodo è al binario 13. marzo-ottobre Porte aperte nonostante • Ulteriori un pagamento 29 bagni sono previsto di 50 posizionati centesimi. in aree In funzione particolari, tra 24 ore su 24. le quali il metro?) Nell’area di Cascina sotterranea Gobba, via il costo è di 60 Cagni, piazza centesimi Vetra, Pane Quotidiano in viale Monza e PalaSharp. Segnalata l’assenza di sapone e carta igienica.

Stefano Landi (Corriere)

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