Moda, un indotto da 160 milioni.

Milano

Dagli alberghi agli allestitori e ai fioristi: i volti e il giro d’affari in crescita dietro le passerelle. La moda è tornata a muovere gli affari.

Milano 23 settembre – Un indotto di 160 milioni di euro in una sola settimana che finisce nelle tasche di 18 mila imprese. Dietro le sfilate e la moda si muove un mondo di aziende che fa da corollario alle passerelle. E lotta contro il tempo per preparare al meglio la fashion week, con un calendario sempre più fitto di eventi aperti alla città ed happening esclusivi. La Camera di commercio stima che i settori legati alla Settimana della moda diano lavoro a 137 mila persone solo in città, con una crescita del cinque per cento rispetto allo scorso anno.

Chi si nasconde dietro a questi numeri? Commercianti, prima di tutto, che traggono vantaggio dai vari appuntamenti per veder crescere i profitti. Quasi 40 mila sotto la Madonnina. In questa sezione spuntano i fioristi, che vedono impennare il volume di lavoro durante in questi giorni. «E’ un risveglio di tutta Milano commenta Lucia Carbognin, alla guida dell’associazione di categoria di Confcommercio – La Settimana impegna tutti, non solo chi è chiamato a creare composizioni floreali per le sfilate. Feste, serate, regali fanno sì che i negozi di ogni quartiere vedano crescere gli affari». E ci sono intere aree che letteralmente rifioriscono, come piazza della Scala trasformata in un giardino per gli Oscar della sostenibilità che saranno consegnati domenica. Allestimento che riceve l’ok anche del sindaco Giuseppe Sala. «Mi piace molto ha commentato -. Fa capire ai milanesi come potrebbe cambiare la piazza».

Verde e fiori in abbondanza, dunque, anche se rispetto al passato «c’è la tendenza al risparmio», continua Carbognin. E a proposito delle tendenze del momento, spiega: «Ci chiedono decorazioni colorate e più elaborate, niente rigidità, più spontaneità. E giochi di trasparenze con il vetro». Per ogni cliente poi, una nota di stile che sia marchio di riconoscimento.

Ti comparto del food la fa da padrone,”con 76 mila addetti. Le passerelle per presentare le nuove collezioni donna portano al seguito lunch, brunch, aperitivi, merende. Spuntini a tutte le ore che vengono appaltati alle attività di ristorazione. «Ma se ne occupano soprattutto le aziende attrezzate per il catering -spiega Fabio Acampora, vicepresidente di Epam, l’associazione dei pubblici esercizi -. Ristoranti e bar risentono dell’afflusso, ma le case di moda chiedono soprattutto location particolari. I locali del centro sono più coinvolti dalla Settimana continua Acampora -, ma in generale tutta la città sente l’effetto positivo».

Sotto la categoria di «organizzazione di convegni e fiere» rientrano poi tutti gli specialisti del backstage. Tecnici delle luci e del suono, specialisti di allestimenti. Artisti che sanno trasformare gli spazi e ricreare ambienti onirici. Luca Broggi, titolare di un service luci e attivo nel settore da 25 anni, racconta di «richieste sempre più immediate e tempi dimezzati grazie alla tecnologia». Per dare vita ai giochi di luce di una sfilata si può partire anche solo un giorno prima, «mentre per gli appuntamenti importanti ne servono anche dieci». C’è chi chiede di pensare da zero un progetto di light design e chi sottopone una proposta solo da concretizzare. «La resa finale è la parte più divertente -spiega -, rispettare le scadenze e riuscire a combinare tutti gli impegni la parte più difficile». Un settore che è cambiato «negli strumenti, ma non nei meccanismi di base, che funzionano adesso come negli anni Novanta».

Altro mondo che partecipa alla settimana, quello dell’ospitalità. Più di mille tra hotel e affitta ca mere, 17 milioni di ricavi stimati dalla Camera di commercio metropolitana con stanze occupate all’88 per cento. Secondo Guido Gallia. vicepresidente dell’associazione degli albergatori , «i dati sono in linea con quelli dello scorso anno», tenuto conto anche della maggior concorrenza, anche da parte della piattaforma Airbnb, e delle nuove, numerose aperture. «Una situazione che sembra consolidarsi negli anni, a testimonianza della crescita dell’evento e del suo impatto sulla città». Con il rischio però di disdette o prenotazioni all’ultimo minuto. E la necessità, forte anche negli altri settori collegati alla moda, di una forte capacità d’adattamento.

Sara Bettoni (Corriere della Sera Milano)

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