Non estinguerti. Non un ordine, una necessità

Economia e Diritto

Milano 22 Settembre – Martedì 19 Settembre, grazie a Tesene, è stato organizzato un convegno importante. Riguardava due cose che preoccupano ogni imprenditore: il futuro e la ricerca di nuovi clienti. E la strada per entrambi passa per tre punti fondamentali, come gli interventi ci hanno mostrato: esserci, saper esserci, saper comunicare di esserci. Dove? Nell’universo parallelo chiamato internet. Anzi, internet è un termine superato. Bisogna essere nella sfera social. Là, dove una nuova generazione di consumatori sta crescendo e dove i nostri clienti storici si stanno spostando. Un luogo che ha regole strane: cadono le barriere inibitorie, si sospende l’incredulità e si formano nuovi miti e leggende. Eppure non si vende. Pare che si possa credere a tutto, salvo alla verità. Quindi, come abbiamo ascoltato dai relatori, bisogna creare relazioni. Perché ciò che viene cercato online, venga venduto fisicamente.

Ma esserci, esserci non basta. Il mondo dei social non perdona e riconosce immediatamente lo straniero, l’infiltrato. E non prova pietà. Sbagliare i linguaggi, fare cose imbarazzanti, rendere chiaro alla gente che non si appartiene a quel luogo è peggio che non esserci. È duro, ma è così. Ci sono barriere di età, di generazione e di cittadinanza tecnologica. Ci sono anche tentacoli della realtà, tentacoli legali, che legano chi vuole fare affari online. Insomma, per esserci ci vogliono saperi e professioni. Non è una cosa per amatori, per giovani cugini con qualche ora libera o un terreno per esperimenti. Ogni esperimento sono denari buttati e clienti persi.

In ultimo, le nuove direzioni della sfera social. Tornare a casa. Tornare sotto casa. Indirizzare le persone nel mondo fisico. Perché alcune esperienze ed emozioni sono troppo grandi per un mondo virtuale. Quindi Google ti dice dove festeggiare. Se discuti su Whatsapp di quanto sarebbe bello andare a mangiare pesce, Facebook ti suggerirà locali che cucinano pesce fresco. Questo impone un investimento mirato. Non è un problema di quanto, ma di cosa e di dove. Far sapere al mondo cosa si fa è più importante che cercare di convincere di essere i migliori. Non è una gara a chi è più bello. Solo una ricerca, scientifica e razionale, al proprio cliente. Non si fa più pesca a strascico, solo con pinne e fucile. È di nuovo una dimensione umana. Tu con il cliente che ti ha cercato. Non perché hai pagato per averlo, ma perché ti ha sempre, in cuor suo desiderato. È un universo che può far paura, ma è quello in cui viviamo. Prendiamone atto e guardiamo con fiducia al futuro. Perché il cambiamento è sempre un fattore positivo, se lo si sa cavalcare. Con professionalità, innovazione e serenità.

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