Amianto, quel bando della discordia che penalizza le aziende milanesi

Milano

Milano 8 Agosto – Dopo quasi un anno e mezzo di attesa, le imprese milanesi che lavorano nell’edilizia pubblica speravano finalmente di uscire dall’immobilismo. Il nuovo codice degli appalti ha di fatto bloccato a lungo il settore: troppo difficile l’applicazione delle nuove regole per le stazioni appaltanti. E ora che una gara il Comune l’ha lanciata, il sistema delle aziende del territorio teme di essere penalizzato da alcuni dei criteri previsti.

Il bando della discordia

La gara in questione è quella per i lavori di «manutenzione straordinaria, bonifica amianto, messa in sicurezza ed adeguamenti normativi in edifici scolastici cittadini ed edifici socio assistenziali»: nove lotti con base d’asta di due milioni di euro per ognuna delle nove Zone. Quindi sopra soglia europea, cosa che impone il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ed è qui, nella scelta dei requisiti che garantiscono premialità, che si sono alzati i mugugni. In particolare su due punti. Primo: il punteggio extra per lavori analoghi svolti nel corso degli ultimi cinque anni. Un lasso di tempo troppo breve che vedrebbe i soggetti milanesi svantaggiati proprio per la mancanza di bandi comunali nell’ultimo anno e mezzo. Secondo: le certificazioni richieste. Una di queste, la Iso 14064, viene considerata «poco pertinente» (riguarda la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra) oltre a essere molto costosa da ottenere per aziende di piccole e medie dimensioni come quelle milanesi. «Abbiamo già segnalato al Comune le nostre perplessità — conferma Giorgio Mainini, vicepresidente Assimpredil Ance —. Ci è stata manifestata ampia disponibilità a un confronto nell’interpretazione condivisa e nell’attuazione delle nuove e complesse norme del codice appalti, per questo è stato attivato anche un gruppo di lavoro. Auspichiamo che il Comune, come tradizionalmente è stato, possa divenire un punto di riferimento in questa difficile fase di radicale cambio delle normative cogliendo l’occasione per favorire la massima concorrenza tra gli operatori così da consentire alle imprese del territorio di far valere al meglio le proprie competenze e reputazione».

Pierpaolo Lio (Corriere)

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