Sala, chiedere le dimissioni del Sindaco è reato?

Milano

Milano 28 Luglio – Ma contestare il Sindaco è reato? Chiederne le dimissioni concretizza una minaccia? Se sì, quante persone in Italia andrebbero protette? Sono tutte domande legittime che sorgono dopo le disposizioni fornite dalla Questura alla polizia in merito alla sicurezza del sindaco. Come riporta Repubblica:

Il sindaco di Milano Beppe Sala è da circa una settimana sotto tutela durante alcune uscite pubbliche. Il servizio di vigilanza preventivo a cura della Digos è stato deciso dalla questura “a seguito delle recenti contestazioni da parte di alcune organizzazioni politiche”, spiega la polizia. Il riferimento è a segnali arrivati da circoli di estrema destra, come la campagna di striscioni, irruzioni in Comune e presidi di CasaPound, il movimento di estrema destra, proprio contro il sindaco.

Quindi, ricapitolando: striscioni, presidi di Casapound. L’irruzione, poi, è una barzelletta. I manifestanti che avrebbero violato la sacralità del Comune avevano lasciato alla reception i documenti. Tipica mossa di chi vuol fare la rivoluzione, farsi identificare all’entrata. In ogni caso, una legittima campagna, nemmeno così dura, fa scattare il desiderio di protezione per quello che è sempre meno un Sindaco e sempre più un simbolo. Esattamente come quando era il commissario di Expo. Non era un manager. Era il simbolo dell’Italia che ce la doveva fare ad ogni costo. Solo che se quella era un’emergenza, questa è la vita reale. E nella vita reale uno striscione con scritto “dimettiti” non è una minaccia. Non può esserlo. Non deve essere considerata tale. E non per Casapound, gruppo di cui non condivido le idee, ma per tutti noi. Troppo spesso tendiamo a dimenticare che il Diritto di Parola, il maiuscolo è voluto, non è stato pensato per le previsioni del tempo. Dovremmo, più di tutti, ricordarlo noi Italiani che abbiamo una versione monca dello stesso, sottoposta dall’origine al controllo del legislatore.

La situazione è al limite dell’assurdo, ma rischia di peggiorare. Se “dimettiti” è da scorta, “arrestatelo” sarà da galera? Se qualcuno gli dirà in faccia che andrà condannato, verrà bloccato e detenuto istantaneamente? Se gli verrà urlato contro, Sala avrà diritto di rispondere sparando? Qual è il limite oltre il quale la scorta diventa un ammonimento? Iannone, leader di Casapound, parla di intimidazioni al suo movimento. Io no. Non è il suo movimento il soggetto debole di questa vicenda. Siamo tutti. Tutti noi. Tutti quelli che dissentono limitandosi alla parola ed alle azioni pacifiche. Per il resto, non cambierà nulla nella politica, né del Sindaco né di nessun altro. Solo, sia noi che Sala avremo perso un po’ della nostra libertà a fronte di nessun reale beneficio.

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