Ecrasez l’infame!

Politica

Milano 23 Giugno – Schiacciate l’infame! Schiacciare l’infame significa lottare con tutte le forze della propria ragione e della propria morale contro il fanatismo intollerante. Il filosofo illuminista Voltaire coniò questo motto per combattere il fanatismo religioso dei cattolici, dei protestanti e dell’islam. Oggi, lo stesso autore del “Trattato sulla tolleranza”, lo citerebbe per scagliarsi contro la nuova dogmatica dottrina del buonismo migrazionista, una religione per Bergoglio e Boldrini, che porterà alla completa distruzione l’Italia e l’Europa per consegnarle, in un secondo tempo, al fanatismo religioso e teocratico islamico. I fautori di questa nuova religione al momento si presentano al popolo come misericordiosi ma impongono con la spada della censura (Facci docet) il loro credo arrivando a tradire le massime costituzionali che essi stessi invocano, e che volutamente travisano,  a loro difesa ed immunità mentre tradiscono il popolo, lo Stato e la Repubblica conducendo l’Italia verso una dittatura.

Il problema è che saranno i cittadini europei stessi a chiedere che ciò avvenga, spinti dalla disperazione, dall’insicurezza, dal dolore per la perdita dei loro cari, del loro lavoro, delle loro certezze. Come? Perché? La storia è maestra di vita, la cultura anche e la risposta a queste domande ce le fornisce un ateniese nel 370 A.C.: la storia si ripete, ecco perché va sempre studiata, altrimenti rischiate di diventare ministri all’istruzione in un governo a guida PD, poi mi fate vivere Napoleone Bonaparte circa 150 anni e lo farete anche incontrare con Vittorio Emanuele III.

Torniamo a noi e lasciamo che gli asini raglino in viale Trastevere 76.

Il filosofo greco Platone, risponde alle domande poc’anzi accennate con queste parole: “Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo? Ecco, secondo me, come nascono le dittature.
Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia.
L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.
Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice.
Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo .

Nel ridicolo ci siamo già dall’epoca del governo Renzi quindi tirate ad indovinare quale sarà il prossimo passo e con lo Ius soli ci riusciranno ecco perché questo provvedimento, promosso dai traditori dello stato rappresentati dal PD e dai loro sodali, va fermato, schiacciato con ogni mezzo.

Cosa comporterà l’elargizione della cittadinanza a coloro che non ne hanno diritto? Eccovelo spiegato: attualmente per diventare cittadini italiani bisogna risiedere da dieci anni in Italia, non aver compiuto reati gravi, conoscere la lingua italiana e farne richiesta. Inoltre esistono ulteriori modalità, tra le quali le più semplici sono sposare un (o una) cittadino italiano oppure dimostrare di avere un antenato italiano.
L’Italia attualmente è uno dei paesi in cui è più facile ottenere la cittadinanza visto ch ela si concede ad oltre sessantamila persone ogni anno.
Con la riforma voluta dal Partito, sedicente, democratico e appoggiato dalla C.E.I. verranno introdotti due concetti nuovi: lo ius soli e lo ius culturalis.
Con quest’ultimo la legge prevede che chiunque abbia compiuto almeno un ciclo minimo di studi, due anni di scuola, può avere la cittadinanza, Quindi un corso professionale riconosciuto dallo Stato di almeno due anni darebbe in automatico la cittadinanza. Pertanto a tutti i clandestini che non fanno nulla nei centri d’accoglienza gestiti da cooperative rosse ed ecclesiastiche, il governo, potrebbe mandare degli insegnanti per insegnare loro un mestiere che non sia solo la prostituzione, lo spaccio di droga, il furto e la richiesta di elemosina,  per far avere a tutti la cittadinanza e con essa il diritto al ricongiungimento familiare con le decine di fratelli, genitori, mogli.

Lo Ius Soli invece concede ad ogni persona nata sul territorio italiano  la cittadinanza italiana in automatico.

Ma cosa comporterà nel medio termine lo Ius soli?
Innanzi tutto un milione di cittadini italiani in più nell’immediato e altri 150.000 ogni anno. Ma non ci sarà più la parità di condizioni attuali, perchè la cittadinanza italiana vale anche come cittadinanza europea, e quindi tutti i clandestini che vorranno risiedere in Europa, verranno a far nascere i propri figli in Italia che si trasformerà nel reparto maternità dell’Africa con conseguente collasso delle nostre strutture ospedaliere.
Successivamente non tutti i clandestini, con figlio italiano, si fermeranno in Italia. Molti, se non la maggior parte emigreranno in altri paesi europei col neocittadino italiota e qualora dovessero delinquere ed essere espulso, leautorità del paese ospitante, dove li manderà? Ma in Italia ovviamente!  Stessa politica per i terroristi. Pertanto sulle casse erariali italiane graveranno le spese consolari, di ambasciata e assistenza per gli italo-clandestini. Coloroche resteranno in Italia godranno del diritto al ricongiungimento familiare  e cioè per ogni nato in Italia potranno arrivare qua tutti i parenti quindi ai loro nonni pagheremo le pensioni e ai genitori l’assistenza sociale se non lavoreranno ai figli scuola e asili. A tutti l’assistenza sanitaria. I costi per le finanze pubbliche e per la popolazione autoctona saranno disastrosi.Infine, ma non meno importante, si arriverebbe a legalizzare il fanatismoislamico ed il suo braccio armato. In che modo? Semplicissimo. Oggi, nel richiedere la cittadinanza, a prescindere dalla cittadinanza o dalla religione, si deve giurare di essere fedeli alla Repubblica ed alla Costituzione. Gli islamici solitamente sono molto restii a pronunciare tale giuramento poiché in contraddizione con le leggi coraniche, pertanto un musulmano che pronuncia tale formula lo fa con laica convinzione ma un islamico vero non lo farebbe mai. Abrogando tale giuramento, non possiamo far giurare un neonato, regaleremmo la cittadinanza italiana persino ai terroristi.

Ma tutto ciò avverrà non per uno viscerale, ed irresponsabile, amore verso la fratellanza universale bensì per un mero calcolo, sbagliato, politico.

Il PD ed i loro sodali, erroneamente credono e sperano, che così facendo otterranno voti per poter condurre un vero e colpo di stato a danno degli italiani e trascinarli in una dittatura che già oggi si sta dimostrando in tutta la loro ferocia proibendo i liberi pensatori di operare in seno ai valori democratici, infrangendo di fatto il diciannovesimo articolo della Costituzione italiana che cita: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

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