A Torino abbiamo toccato il fondo come Nazione

Politica

Milano 5 Giugno – Sì, non è l’analisi più approfondita del mondo, ma cos’altro si può dire di quello che è successo la notte di Sabato nella città Sabauda? 1500 feriti, la maggior parte per cocci di bottiglie di vetro che, in quella piazza, non sarebbero dovute entrare. Generati da un idiota che ha urlato (pare) “Sono un kamikaze”. Senza un minimo di organizzazione in caso di un attacco, vero. Se a Manchester ci è voluta una bomba vera per fare i morti, qui sarebbero bastati due petardi di più. Il resto lo offriva l’organizzatore. Andiamo per punti e cerchiamo di mettere assieme il quadro:

  1. Giustamente chi entrava veniva controllato. Solo che i controlli, pare, avevano un paio di falle. Il primo, e forse più comprensibile, era perché ad un centinaio di ultras col daspo fosse stato concesso di esserci. Parliamoci chiaro, forse quella è stata la mancanza meno grave. Almeno qualcuno a gestire la piazza c’era. Poi inizia il tragico. Era fatto divieto assoluto di portare bottiglie di vetro per evitare cocci. Il che era sacrosanto. Solo che si è lasciato che gli abusivi entrassero pacificamente e facessero serenamente affari. Ora, io non ho nulla, come saprete, contro il libero mercato. Solo che se si decide che in quella piazza c’è troppa gente per i chioschetti di birra (tutti rigorosamente distribuenti bottiglie in vetro), magari impedire il fenomeno poteva essere utile. Anche perché due domande due questa presenza li solleva: a. da dove venivano? È importante saperlo perché se potevano portare materiale proibito da là c’era il rischio arrivasse anche altro e b. come è stato possibile che NESSUNO, né prima né durante se ne sia accorto? Non è che siano propriamente piccoli eh. Quindi, serenamente, possiamo dire che l’impianto della sicurezza ha fatto schifo.

  2. Un imbecille è bastato per creare un’ondata di panico. Il fatto, in sé, non costituisce una novità. Nella storia le folle, se si spaventano, fanno stragi. Resta da capire come sia stato possibile che la settimana scorsa la polizia Tedesca sia riuscita a far evacuare diecimila persone da un concerto, senza mezzo contuso, mentre qui abbiamo avuto 1500 feriti. Ma forse qui entriamo nelle differenze profonde tra popoli. In ogni caso, diceva dell’imbecille che urla sono dell’Isis, generando il panico. Esiste un problema di psicosi latente, in Italia. È, forse, il marchio dell’incertezza. Noi non siamo ancora stati colpiti. Non può durare in eterno, lo sappiamo. E l’attesa è essa stessa snervante. È come un mare di benzina, che genera vapori. Non occorre una bomba per incendiarlo. Basta un fiammifero. O un cretino.

  3. Quel maxi schermo, forse troppo basso, forse montato male, di sicuro circondato da cocci, è l’immagine plastica dell’Italia grillina. Tutti onestissimi ma, come ha detto ieri l’Appendino, in perfetta continuità con chi l’ha preceduta. Ah, e senza essere sul posto mentre un evento così delicato si svolgeva. Lei, infatti, era a Cardiff. Utile, che l’assessore alla sicurezza sia a qualche migliaio di Km dall’epicentro di una manifestazione del genere, non trovate?

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