Intervista a Salvatore Locanto, decano dei consiglieri “azzurri” nel Municipio 2

Milano 20 Maggio – Salvatore Locanto, è nato nel gennaio del 1945 a Cotronei, in provincia di Crotone. Fiero delle sue origini calabresi, che non ha mai rinnegato, ha eletto Milano a sua città d’adozione e l’ha ripagata per l’accoglienza ricevuta impegnandosi nel lavoro e nel sociale. Come è arrivato nella nostra città è lui a spiegarcelo:

Sono cresciuto nella Calabria del dopoguerra, dove il desiderio di ricominciare e la voglia di aiutarsi uno con l’altro hanno sconfitto la povertà. Grazie ai miei genitori ho trascorso una gioventù serena e ho potuto studiare prendendo il diploma di perito elettronico. E’ stato proprio quello a portarmi al nord nel 1971, quando ho ottenuto una cattedra in una scuola superiore di Milano, come insegnante di laboratorio d’elettronica.

Da allora è sempre rimasto qui?

Certamente. Dopo tre anni di superiori, nel 1974 mi sono abilitato per praticare nelle scuole medie nelle quali ho insegnato, sempre in istituti milanesi, fino al 2005 quando sono andato in pensione. Trentacinque anni di scuola, 25 dei quali, dal 1983 al 2005, in due istituti della mia zona (Via Ponte Nuovo ndr).

Lavoro o passione?

Si inizia per lavoro e si continua per passione. Io ho scoperto quasi subito di averla e di sentirmi realizzato ogni qual volta sono riuscito ad aiutare un ragazzo a superare i suoi problemi scolastici, anche in altre materie, andando con alcuni anche oltre, supportandoli nel superare difficoltà extrascolastiche.

La passione per la politica quando nasce?

In realtà per me la politica è stata solo la logica continuazione dell’impegno sociale cui mi sono dedicato seguendo gli interessi dei ragazzi come insegnante e quelli dei miei colleghi e delle loro famiglie come sindacalista dello SNALS. Vi sono arrivato tardi per scelta, quando gli impegni lavorativi si sono fatti meno pressanti, scegliendo l’allora Consiglio di Zona, per potermi occupare del territorio che conoscevo meglio, degli anziani che lo popolano e continuare a seguire molti dei ragazzi che erano passati come alunni nelle mie classi. E’ stata sfida con me stesso affrontata anche per vedere se l’apprezzamento che mi mostravano i miei concittadini per strada si sarebbe trasformato nell’atto concreto di un voto.

Come è andata?

Bene. Ben oltre le più rosee aspettative, nel 2001, quando mi candidai per la prima volta in Forza Italia sconosciuto alla politica fui uno dei primi eletti sorprendendo tutti gli addetti ai lavori”.

E da allora non ha più smesso, ne mai cambiato “casa politica”?

Si, passando da Forza Italia al PdL per poi tornare in Forza Italia, non ho mai cambiato squadra ne l’aula in cui ho esercitato il mio mandato: viale Zara 100 a Milano.

Come sono stati i rapporti con la “grande” politica?

Sarà per il mio carattere schietto e amichevole, ma non ho mai avuto problemi a rapportarmi con chi ricopriva e ricopre cariche molto più importante della mia. La mia personale esperienza sfata il mito dei politici d’alto bordo inavvicinabili dalla gente comune, anzi, li ho sempre trovati molto disponibili al confronto compatibilmente con i loro molteplici impegni. Fra tutti mi piace ricordare l’Onorevole Mariastella Gelmini, che nel corso dell’ultima campagna elettorale si è dimostrata disponibile e grata, l’Assessore Giulio Gallera che considero un amico dopo aver percorso al suo fianco praticamente tutta la mia esperienza politica e tutti i consiglieri comunali, dal più giovane al più anziano sempre disposti ad ascoltarmi e se possibile darmi una mano, fra i quali, senza voler offendere gli altri, cito Fabrizio De Pasquale, persona estremamente cortese che mi supera in anzianità di servizio pur essendo molto più giovane di me.

Ci parli un po’ del suo impegno sul territorio?

“Attualmente mi sto occupando di problemi che probabilmente nessuno sente al di fuori della zona, ma che sono importantissimi per chi la vive. Le faccio qualche esempio di quelli che vorrei risolvere: il parcheggio selvaggio sui marciapiedi di via Ponte Nuovo, un locale che da anni la notte disturba la tranquillità dei residenti della stessa via, l’assenza di marciapiedi in via Pompeo Mariani, che mette in pericolo l’incolumità dei pedoni, l’assenza di giochi nel parchetto della stessa via, dove però è stata allestita un’area cani, quasi contassero più dei bambini, la necessità di aumentare i giochi per bambini presenti nel parco Di Cataldo, siamo una zona che ha la fortuna di avere un tasso di natalità molto alto, dovremmo avere cura dei più piccoli e vari problemi di viabilità… insomma, tutto ciò che può rendere migliore la vita dei residenti.”

Rimpianti, lamentele, vanti?

“Uno dei più grossi rimpianti è non essere ancora riuscito a risolvere il problema dell’ex cimitero di Via del Ricordo. Sono passati quasi vent’anni da quando me ne sono occupato la prima volta e nonostante le promesse di realizzarvi di tutto e di più, culminate con l’apertura di un cantiere ai tempi della giunta Pisapia, diventato in seguito rifugio per disperati, che hanno occupato i container destinati agli operai. Ma non mollo e spero un giorno di vedervi realizzata l’area verde che sarebbe la degna destinazione per quel luogo. Lamentele vere e proprie nessuna, un certo fastidio per come da anni il Quartiere Adriano sia stato considerato dalle varie amministrazioni che si sono susseguite l’unico problema degno d’attenzione di questa zona. Non vorrei gliene fosse data di meno, ma che fosse dedicata la stessa attenzione anche a tutti gli altri quartieri del municipio 2. Infine il vanto: non ho mai speso un euro per la politica. L’ultima campagna elettorale mi è costata due bottiglioni di vino di Calabria e un po’ di prodotti tipici offerti agli amici del bar sotto casa. Penso sia stata quella che mi è costata di più.”

Un’ultima domanda, la rivedremo candidato fra quattro anni?

“Assolutamente no. Spazio ai giovani.”

Grazie per il tempo che ci ha dedicato e arrivederci a fra quattro anni allora…

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Autore: Otello Ruggeri

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