Folla in piazza contro le Coop “Fuori i nostri soldi”

Politica

Folla in piazza a Reggio Emilia per chiedere la restituzione di 70 milioni di euro. Affidati come prestito sociale, sono evaporati dopo una lunga serie di fallimenti. In Friuli 16 cooperatori indagati per esercizio abusivo dell’attività bancaria.

prefettura-8788.660x368Milano 23 Aprile –  Hanno creduto nel sistema cooperativistico, gli hanno affidato i propri risparmi. Adesso in 300 li vogliono indietro e, per questo, scendono in piazza. Richiedono i loro soldi a gran voce, sfiancati nello spirito e nel portafogli dai crac a catena delle cooperative dell’edilizia emiliana: Unieco, Coopsette, Cmr e Orion sono nomi che oggi evocano il tradimento di principi importanti, quali solidarietà, mutuo soccorso, lavoro. Ideali che, da tempo, hanno tristemente lasciato il posto a gestioni pessime, fondate su un inganno ormai svelato appieno: i vertici di quelle coop hanno pensato che la tessera del partito e, soprattutto, la contiguità col mondo speculativo della finanza e di banche «compagne», quale il Monte dei Paschi di Siena, avrebbero potuto soppiantare vere capacità manageriali. Si sono sbagliati. Ora le proteste di chi ha messo il frutto di anni di lavoro sul tavolo, per sostenere la cooperazione e gli interessi «collettivi», si estendono da Reggio Emilia a Bologna. Per il prossimo 18 maggio,a Roma, è già stato organizzato un sit in dei lavoratori e dei risparmiatori delle coop fallite del «mattone rosso». Giusto davanti al Parlamento.

Cosa chiederanno in piazza Montecitorio? Di recuperare i propri risparmi attraverso l’istituzione di un fondo nazionale. Vorrebbero, dunque, che lo Stato intervenga, così come è accaduto col decreto Salvabanche. Inoltre,dopo la perdita di centinaia di posti di lavoro, sollecitano le istituzioni ad offrire loro nuove possibilità di occupazione. Ci sono figli da crescere, mutui da pagare. A chiedersi, adesso, se riusciranno a portare a casa almeno il 40% dei propri risparmi, sono soprattutto coloro che hanno versato il prestito sociale nelle casse di Unieco e Coopsette. Alloro fianco è schierata la Federconsumatori, che domanda alle coop fallite almeno la restituzione del 10% del prestito sociale. Mal’associazione, costituita nel 1988 con il sostegno della Cgil a tutela dei consumatori,ha già incassato il niet di Legacoop.

unnamed (1)RABBIA SUL WEB  Due giorni fa, sui social, c’è già chi ha scritto: «Federconsumatori contro Legacoop? Come il gatto e la volpe erano l’uno contro l’altro nel Pinocchio di Collodi! », L’attacco è a personaggi di primo livello delle coop «rosse» dell’Emilia, capi e ex boss di Legacoop; si scagliano rabbiosi contro Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, già ex presidente nazionale di Legacoop dal 2002 al 2014. «Che Legacoop», invocano, «pubblichi gli emolumenti dei suoi dirigenti: da questi si capirà bene se realmente non ci sono più denari oppure ci sono, ma vengono riservati a dirigenti falsi e bugiardi! », La rabbia verso «i piani alti» è contenuta con dignità, ma c’è. Un socio di Coopsette afferma sarcastico:«Per far fallire una cooperativa tra le più grandi d’Italia bisogna essere davvero bravi. Sono stati incapaci, incompetenti e irresponsabili». La Gazzetta di Reggio, che racconta di 70 milioni di euro di risparmio bruciato’ consegnato con fiducia ad Unieco, Coopsette, Cmr e Orion, raccoglie le voci dei disoccupati e dei prestatori traditi.

ROVINATI  «Un po’ di soldi, o in borsa o in banca, li hanno persi tutti», affermano. «Noi, però», continuano, « i nostri soldi li abbiamo messi nella cooperativa non per speculare, ma per far andare avanti l’azienda». Due pensionati sostengono che «c’è stato chi ha saputo nascondere bene le carte. All’assemblea dicevano che tutto andava bene ma adesso, con Unieco, abbiamo perso tutto».

Tornano in mente vicende altrettanto penose e pesanti per le tasche dei piccoli risparmiatori come quelle dei dissesti delle cooperative friulane, le storiche Cooperative operaie di Trieste, Istria e Friuli (nel 2014 ben mila soci tremarono per i propri risparmi) e la Coopca, la Cooperativa carnica di consumo. In quest’ultimo caso la Procura della Repubblica di Udine ha appena indagato 16 ex amministratori, per vari reati fallimentari, fra cui operazioni di scorporo immobiliare, false comunicazioni sociali, illegale ripartizione degli utili, attività abusiva di raccolta del risparmio. E truffa naturalmente, per aver spinto alcuni ad acquistare azioni.

(Paolo Giovannelli – La Verità))

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